Risarcimento per 6 punti di invalidità: quanto vale con la TUN 2026
Il medico legale ti ha riconosciuto 6 punti di invalidità permanente? Ecco come si calcola il risarcimento con la Tabella Unica Nazionale 2026 e quanto puoi aspettarti.

Aggiornato a luglio 2026
Il medico legale ha scritto sei per cento sul referto e adesso vuoi sapere quanto vale. Sei punti di invalidità permanente sono una micropermanente medio-alta: non pochissimo, non gravissimo. Con la Tabella Unica Nazionale 2026 il calcolo è uguale in tutta Italia. Qui ti mostro come si arriva alla cifra, quali fattori la alzano e perché la prima offerta della compagnia spesso non ci arriva nemmeno vicino.
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Cosa significano 6 punti di invalidità
L’invalidità permanente è la percentuale di compromissione che ti resta addosso dopo la guarigione, quando i postumi si sono stabilizzati. Sei per cento significa che una parte della tua integrità psicofisica è persa per sempre.
Sei punti sono tipici di fratture con esiti, colpi di frusta importanti, lesioni a spalla o ginocchio con limitazione funzionale residua. È dentro la fascia delle micropermanenti (dall’1 al 9 per cento), quindi si applica in pieno la Tabella Unica Nazionale.
Dal 2026, con il DPR 12/2025, c’è una sola tabella per tutta Italia.
Come funziona la TUN 2026
Dal 2026, con il DPR 12/2025, c’è una sola tabella per tutta Italia. Il punto base vale 963,40 euro. Ma il calcolo non è 963,40 moltiplicato per sei: sarebbe troppo semplice.
Il valore del punto cresce con la gravità della lesione, attraverso un coefficiente che aumenta man mano che salgono i punti. Poi si riduce con l’età, dello 0,5 per cento circa per ogni anno oltre i primi. Il senso è logico: chi è giovane si tiene i postumi per più anni.
Un esempio pratico a 40 anni
Prendiamo una persona di 40 anni con 6 punti di invalidità permanente. Il solo danno biologico permanente, applicando coefficiente di grado e demoltiplicatore di età, si aggira intorno a diverse migliaia di euro. È un valore orientativo: la cifra esatta dipende dall’età precisa e dalla perizia.
A questo importo, però, non ci si ferma. Va aggiunta l’invalidità temporanea per i giorni di malattia, le spese mediche documentate e la personalizzazione per sofferenza. Il totale reale sale parecchio rispetto al solo permanente.
L’età cambia tutto
Gli stessi 6 punti valgono di più per un ventenne che per un settantenne. Non è ingiustizia, è matematica del danno: la persona giovane vive con quella limitazione molti più anni.
Ecco perché due persone con lo stesso referto possono ricevere cifre diverse. Se l’assicurazione ti propone la stessa somma senza guardare la tua età, è un segnale che sta usando un calcolo al ribasso.

La personalizzazione che nessuno ti spiega
Il danno biologico è la base standard. Ma la vita reale non è standard. La personalizzazione serve a coprire la sofferenza soggettiva e le ripercussioni concrete sulla tua vita quotidiana.
Se quei 6 punti ti impediscono di fare lo sport che amavi, di sollevare tuo figlio, di lavorare come prima, quella sofferenza va risarcita a parte. La legge consente un aumento fino al 30 per cento sul danno biologico. Le compagnie tendono a dimenticarsene: sta a te reclamarla con le prove giuste.
Perché la prima offerta è quasi sempre bassa
Con 6 punti in ballo, la differenza tra un’offerta seria e una al ribasso può essere di migliaia di euro. La compagnia parte sempre da giù, sperando che tu accetti.
Il calcolo TUN è oggettivo, ma va applicato bene: coefficiente corretto, età esatta, personalizzazione richiesta, temporanea completa. Un errore su un solo parametro ti costa caro. Per questo conviene far verificare l’offerta prima di firmare qualsiasi quietanza.
Il ruolo del medico legale di parte
Il numero di punti non è una verità assoluta. Lo stabilisce un medico legale, e quello incaricato dalla compagnia tende a stare basso. La differenza tra 5 e 6 punti, o tra 6 e 7, vale centinaia se non migliaia di euro.
Per questo avere un medico legale di parte al tuo fianco è decisivo. Esamina i tuoi referti, ti visita e discute i punti alla pari con quello della compagnia. Su una micropermanente medio-alta come 6 punti, questa figura spesso ripaga molte volte il suo costo, che nelle pratiche seguite bene rientra tra le spese risarcibili.
In sintesi
Sei punti di invalidità con la TUN 2026 valgono una cifra concreta, che sale con la giovane età e con una personalizzazione fatta bene. Il pericolo è accettare la prima offerta senza sapere se rispetta davvero la tabella. Manda il tuo referto a Gruppo Fast Risarcimenti: ricalcoliamo il tuo danno secondo la TUN, gratis. Non anticipi nulla e paghi solo quando incassi. Scopri quanto ti spetta davvero.
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Tamponamento con colpo di frusta a Bologna
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Domande frequenti
La TUN vale anche per la malasanità?
Sì. La Tabella Unica Nazionale si applica alle micropermanenti sia dei sinistri stradali sia della responsabilità sanitaria. Quindi 6 punti di invalidità da errore medico si calcolano con lo stesso punto base di 963,40 euro previsto per il 2026.
Chi decide quanti punti mi spettano?
Li stabilisce il medico legale attraverso una visita e la lettura dei referti, applicando i barème medico-legali. È il passaggio più delicato: avere un medico legale di parte al tuo fianco, e non solo quello della compagnia, può cambiare il numero di punti riconosciuti.
Oltre i 9 punti cosa cambia?
Sopra il 9 per cento si esce dalle micropermanenti e non si usa più la TUN, ma le Tabelle di Milano, con importi per punto molto più alti. Il salto tra 9 e 10 punti è netto: per questo la corretta valutazione medico-legale è decisiva.
Quanto tempo passa prima di incassare?
Dipende dalla stabilizzazione dei postumi e dalla trattativa. Una volta chiuso l’accordo, i termini di pagamento nella procedura di risarcimento diretto sono di 60 o 90 giorni. Prima serve però la perizia definitiva che fissa i punti di invalidità.
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