Morte di un figlio in incidente: il risarcimento dovuto ai genitori
Hai perso un figlio in un incidente stradale? Ai genitori spetta il risarcimento del danno da perdita del rapporto parentale. Ecco cosa prevede e come ottenerlo.

Aggiornato a luglio 2026
Non c’è dolore più grande di perdere un figlio. Nessuna cifra lo ripaga, e chi ti dice il contrario mente. Ma la legge riconosce ai genitori un risarcimento per questa perdita, e ottenerlo è un modo per avere giustizia e non lasciare che chi ha causato tutto la faccia franca. Qui ti spiego con rispetto e chiarezza cosa spetta a un genitore, come si calcola e come ci si muove.
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Il danno da perdita del rapporto parentale
Quando un figlio muore in un incidente per colpa di qualcuno, ai genitori spetta il risarcimento del danno da perdita del rapporto parentale. È il riconoscimento della sofferenza per il legame spezzato per sempre.
Non è un danno patrimoniale, non riguarda i soldi che il figlio portava a casa. È un danno non patrimoniale, che risarcisce il vuoto affettivo, la sofferenza interiore e lo stravolgimento della vita che segue una perdita simile.
Spetta a entrambi i genitori, il padre e la madre, ciascuno per la propria posizione.
A quali genitori spetta
Spetta a entrambi i genitori, il padre e la madre, ciascuno per la propria posizione. Non importa se il figlio era minorenne o adulto, se viveva ancora in casa o per conto suo.
Conta il legame reale. Un figlio quarantenne che sentiva i genitori ogni giorno e li aiutava genera un risarcimento pieno. Il fatto che vivesse altrove non riduce il diritto: la convivenza è un indizio del legame, non una condizione obbligatoria.
Come si calcola con le Tabelle di Milano
Per la morte di un familiare non si usa la TUN, ma le Tabelle di Milano, riconosciute come riferimento nazionale dalla Cassazione. Prevedono una forbice di valori tra un minimo e un massimo per ciascun genitore.
Il valore concreto dentro quella forbice dipende da alcuni fattori: l’età della vittima e del genitore, la convivenza, la qualità del rapporto, la presenza di altri figli. Ogni caso va costruito con prove, altrimenti la compagnia si ferma al minimo.
Cosa fa salire il risarcimento
Due famiglie con la stessa perdita possono ricevere cifre diverse. La differenza la fanno gli elementi che dimostrano l’intensità del legame e la portata del vuoto.
- La convivenza o i contatti quotidiani con il figlio
- L’assenza di altri figli, che rende la perdita ancora più totale
- La giovane età della vittima e degli anni di vita insieme perduti
- Il coinvolgimento del figlio nella cura o nel sostegno dei genitori
- Le conseguenze psicologiche documentate sui genitori

Il danno psicologico dei genitori
La perdita di un figlio lascia spesso un danno psichico permanente nei genitori: depressione, disturbo da stress post traumatico, incapacità di tornare alla vita di prima. Questo è un danno ulteriore, autonomo rispetto alla perdita affettiva.
Se documentato da uno specialista, va risarcito a parte come danno biologico del genitore. È una voce che le compagnie ignorano volentieri, ma che nei casi gravi incide in modo significativo sul totale.
Se il responsabile è fuggito o non assicurato
Anche se il conducente è scappato o guidava senza assicurazione, i genitori non restano senza tutela. Interviene il Fondo di Garanzia per le Vittime della Strada.
La procedura è più complessa e i tempi si allungano, ma il diritto resta pieno. Serve seguirla con attenzione fin dai primi atti: la denuncia, la nomina del legale, la ricostruzione della dinamica con il verbale e le eventuali testimonianze.
Il danno patrimoniale quando il figlio contribuiva
Oltre alla perdita affettiva, in alcuni casi c’è anche un danno economico. Se il figlio contribuiva al mantenimento dei genitori, o era ragionevole attendersi che lo avrebbe fatto, quel sostegno perduto è risarcibile.
Vale soprattutto per i genitori anziani che facevano affidamento sull’aiuto del figlio, o per famiglie in cui il suo reddito era parte del bilancio comune. Questa voce va provata con la situazione concreta della famiglia. Si aggiunge al danno da perdita del rapporto parentale, non lo sostituisce, e spesso le compagnie fingono che non esista.
In sintesi
Nessun risarcimento restituisce un figlio. Ma ottenere ciò che la legge riconosce ai genitori significa avere giustizia e obbligare chi ha causato la tragedia a risponderne. Gruppo Fast Risarcimenti segue queste pratiche con la delicatezza che meritano: la valutazione è gratuita, non anticipi nulla e si paga solo a risarcimento ottenuto. Se vuoi, parliamone senza impegno: capiamo insieme cosa spetta alla tua famiglia.
Non te lo diciamo solo noi. Guarda chi ce l'ha gia fatta.
Vittima della strada, padre di famiglia
Alla famiglia offrivano 210.000 euro. Abbiamo calcolato il danno vero per la moglie e i due figli e seguito tutta la trattativa. Liquidati 780.000 euro.
La gestione delle pratiche e stata facile e veloce, ottenendo un risarcimento davvero molto vantaggioso. Il team di Gabriele e davvero un team di esperti e sa come aiutarti in qualsiasi tipo di problematica.
E stata un'ottima esperienza, molto disponibili, gentili e chiari. Sono rimasta molto soddisfatta del loro lavoro.
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Domande frequenti
Il figlio era maggiorenne e viveva da solo: spetta comunque?
Sì. Il diritto dei genitori non dipende dalla convivenza né dalla maggiore età del figlio. La vita separata è solo uno degli elementi che si valutano. Un rapporto affettivo intenso e documentato dà pieno diritto al risarcimento anche per un figlio adulto e autonomo.
Anche i fratelli della vittima hanno diritto?
Sì, i fratelli e le sorelle rientrano tra i familiari risarcibili per la perdita del rapporto parentale. Il loro risarcimento è autonomo rispetto a quello dei genitori e si valuta sulla base del legame e della vicinanza con la vittima.
Quanto tempo abbiamo per agire?
Per i sinistri stradali la prescrizione ordinaria è di due anni, ma se dall’incidente deriva un reato, come l’omicidio stradale, i termini si allungano seguendo quelli del reato. È bene farsi assistere subito per non perdere diritti importanti.
Dovremo affrontare un processo lungo?
Non sempre. Molte pratiche si chiudono con una trattativa stragiudiziale con la compagnia. Si va in causa quando l’offerta è inadeguata. In entrambi i casi, avere un’assistenza esperta al fianco evita di accettare cifre lontane dal giusto.
Possiamo chiedere il risarcimento a rate o serve una causa?
Molte pratiche si chiudono con un accordo stragiudiziale, quindi con un pagamento unico dalla compagnia, senza processo. Si va in causa solo se l’offerta è inadeguata. In presenza di lesioni o esiti gravi si può anche chiedere una provvisionale, cioè un acconto sul risarcimento finale.
Equipe Legale Gruppo Fast Risarcimenti. Oltre 25 anni di esperienza nel risarcimento danni, piu di 50 milioni di euro recuperati per i nostri assistiti. Le informazioni si basano su sentenze della Corte di Cassazione, decreti ministeriali e normativa vigente.
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