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Malasanità

Piaghe da decubito in ospedale o RSA: quando spetta il risarcimento

Le piaghe da decubito in ospedale o casa di riposo non sono quasi mai una fatalità: sono il segnale di un'assistenza carente. Ecco quando la struttura deve risarcire.

GFREquipe Legale Gruppo Fast Risarcimenti 30 luglio 2026 3 min di lettura
Piaghe da decubito in ospedale o RSA: quando spetta il risarcimento
Malasanità — Gruppo Fast Risarcimenti

Aggiornato a luglio 2026

Tuo padre è entrato in ospedale per un problema e ne è uscito con le piaghe da decubito. Oppure le hai scoperte durante una visita in RSA, già profonde. Ti hanno detto che capita, che alla sua età è normale. Non è così. Le lesioni da pressione sono in gran parte prevenibili con un'assistenza corretta, e quando compaiono o peggiorano in struttura sono spesso il segnale di una malasanità silenziosa. Che dà diritto al risarcimento.

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Perché le piaghe da decubito non sono una fatalità

Le piaghe da decubito nascono dalla pressione prolungata sui tessuti di chi resta immobile a letto o in carrozzina. La medicina le conosce benissimo e sa come prevenirle: valutazione del rischio all'ingresso, mobilizzazione del paziente a intervalli regolari, materassi e cuscini antidecubito, cura dell'igiene e della nutrizione, ispezione quotidiana della pelle.

Ogni struttura sanitaria ha protocolli precisi su questo. Quando un paziente allettato viene girato e controllato come si deve, nella grande maggioranza dei casi le lesioni non compaiono, o vengono intercettate al primo stadio, quando sono ancora reversibili. Una piaga profonda, arrivata all'osso, racconta quasi sempre settimane di assistenza mancata.

Quando accetti un ricovero, tra paziente e struttura nasce un contratto di assistenza.

La responsabilità della struttura sanitaria

Quando accetti un ricovero, tra paziente e struttura nasce un contratto di assistenza. L'ospedale non deve solo curare la patologia per cui sei entrato: deve proteggerti da tutti i danni evitabili durante la degenza, comprese le lesioni da pressione.

Questo ha una conseguenza processuale enorme. In caso di contestazione, non sei tu a dover dimostrare nei dettagli l'errore: è la struttura a dover provare di aver fatto tutto correttamente, protocolli alla mano. Se il diario infermieristico non documenta le mobilizzazioni, le medicazioni, la valutazione del rischio, la struttura è in grave difficoltà.

La responsabilità della struttura sanitaria copre anche il personale: non serve individuare il singolo infermiere che ha sbagliato. Risponde l'ente, con la sua assicurazione.

Vale anche per RSA e case di riposo

Il principio non cambia se parliamo di una residenza per anziani. Anche la RSA assume un obbligo di protezione verso l'ospite, tanto più forte quanto più la persona è fragile e non autosufficiente. Anzi: proprio perché accoglie persone ad alto rischio, la casa di riposo deve dimostrare un'attenzione superiore, non inferiore.

Le famiglie spesso esitano a contestare, per timore di ritorsioni sull'anziano o perché la retta è alta e il posto difficile da trovare. Ma documentare le lesioni non significa fare la guerra alla struttura: significa tutelare la salute del tuo familiare e i suoi diritti. E spesso la sola richiesta formale migliora immediatamente la qualità dell'assistenza.

Le prove che servono davvero

La battaglia si vince con i documenti. Ecco cosa raccogliere, prima possibile:

  • Cartella clinica completa e diario infermieristico: lì devono risultare valutazione del rischio, mobilizzazioni, presidi antidecubito e medicazioni
  • Fotografie datate delle lesioni, ripetute nel tempo per mostrare l'evoluzione
  • Referti di dimissione e certificati che descrivono stadio e sede delle piaghe
  • Nomi di testimoni: familiari e visitatori che hanno visto le condizioni del paziente
  • Eventuali segnalazioni già fatte alla struttura, anche via mail o PEC
Malasanità — approfondimento
Malasanità: ogni caso va valutato singolarmente da un legale.

Quanto vale il risarcimento

Le lesioni da decubito producono un danno biologico concreto: dolore, medicazioni per mesi, interventi di chirurgia plastica nei casi gravi, postumi permanenti. La valutazione segue i criteri medico legali generali: per le invalidità fino al 9% si applica la TUN 2026, con punto base di 963,40 euro, mentre per i danni più gravi si usano le tabelle di Milano.

Si aggiungono l'invalidità temporanea per il periodo di cure, le spese sostenute e il danno morale per la sofferenza patita. Nei casi estremi, quando la piaga infetta degenera in sepsi e contribuisce al decesso, i familiari possono agire per il danno parentale. Sono pratiche delicate, che richiedono una consulenza medico legale specializzata in lesioni da pressione.

Cosa fare subito, passo per passo

Primo: chiedi formalmente copia della cartella clinica e del diario assistenziale. È un tuo diritto e la struttura deve consegnarla. Secondo: fotografa le lesioni e fai mettere per iscritto diagnosi e stadiazione da un medico, anche esterno alla struttura.

Terzo: non firmare nulla che assomigli a una rinuncia e non accettare spiegazioni verbali del tipo che è colpa dell'età. Quarto: fai valutare il caso a chi se ne occupa di mestiere. I termini di prescrizione verso la struttura sono lunghi, ma le prove si deteriorano in fretta: il diario di ieri si trova, quello di due anni fa a volte no.

In sintesi

Le piaghe da decubito comparse o peggiorate in ospedale o in RSA meritano sempre una verifica: dietro c'è quasi sempre un'assistenza che non ha funzionato. Il Gruppo Fast Risarcimenti analizza gratuitamente cartella clinica e diario infermieristico con i propri medici legali e ti dice se ci sono gli estremi per il risarcimento. Nessun anticipo richiesto: si paga solo a risultato ottenuto. Contattaci per una valutazione gratuita e riservata.

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Novembre 2025 · Recensione verificata

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Contenuto revisionato da Gabriele Marchi, Fondatore e Responsabile Editoriale. La nostra redazione di avvocati civilisti e medici legali valida ogni articolo prima della pubblicazione.

Domande frequenti

Le piaghe da decubito sono sempre colpa della struttura?

Non sempre, ma spesso sì. Sono lesioni in gran parte prevenibili con mobilizzazione, presidi antidecubito e controlli regolari. Se compaiono o peggiorano durante il ricovero, spetta alla struttura dimostrare di aver seguito i protocolli. Se il diario assistenziale è lacunoso, la responsabilità si profila.

Posso chiedere il risarcimento anche a una casa di riposo privata?

Sì. RSA e case di riposo, pubbliche o private, hanno un obbligo di protezione verso gli ospiti. Per le persone fragili e non autosufficienti l'attenzione dovuta è persino maggiore. La richiesta si rivolge alla struttura e alla sua assicurazione.

Quali documenti servono per provare il danno?

Cartella clinica, diario infermieristico, fotografie datate delle lesioni, referti con la stadiazione delle piaghe e testimonianze dei familiari. Il diario è cruciale: se non documenta mobilizzazioni e medicazioni, la struttura difficilmente può difendersi.

Se il mio familiare è deceduto per le complicanze, posso agire?

Sì. Quando le lesioni da pressione contribuiscono al decesso, per esempio attraverso un'infezione degenerata in sepsi, i familiari possono chiedere il danno parentale e le altre voci connesse. Serve una perizia medico legale sul nesso tra assistenza carente e morte.

A cura di

Equipe Legale Gruppo Fast Risarcimenti. Oltre 25 anni di esperienza nel risarcimento danni, piu di 50 milioni di euro recuperati per i nostri assistiti. Le informazioni si basano su sentenze della Corte di Cassazione, decreti ministeriali e normativa vigente.

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