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Incidenti stradali

Pedone investito sul marciapiede: risarcimento e responsabilità

Eri nel posto più sicuro che esista e un'auto ti ha travolto: la tua posizione è quasi blindata. Perché il risarcimento è quasi sempre pieno e cosa fare se il conducente scappa.

GFREquipe Legale Gruppo Fast Risarcimenti 9 luglio 2026 3 min di lettura
Pedone investito sul marciapiede: risarcimento e responsabilità
Incidenti stradali — Gruppo Fast Risarcimenti

Aggiornato a luglio 2026

Camminavi sul marciapiede, il posto più sicuro che esista, e un'auto ti ha travolto. Magari il conducente ha perso il controllo, è salito con le ruote sul cordolo, ha fatto una manovra assurda. Se sei stato investito mentre eri sul marciapiede, la tua posizione è quasi blindata: eri dove dovevi essere, protetto dallo spazio riservato ai pedoni. Vediamo perché il risarcimento in questi casi è quasi sempre pieno e cosa devi fare.

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Sul marciapiede il pedone è nel posto giusto

Il marciapiede esiste apposta per separare chi cammina da chi guida. È lo spazio protetto per eccellenza. Un veicolo che arriva a investirti lì ha fatto qualcosa di anomalo per definizione: nessuna auto dovrebbe trovarsi sul marciapiede.

Questo ribalta completamente il quadro rispetto a un investimento sulla strada. Se ti travolgono mentre attraversi fuori dalle strisce, si discute di un tuo eventuale concorso di colpa. Sul marciapiede no: tu eri esattamente dove la legge ti vuole, e la responsabilità dell'automobilista è quasi sempre totale.

Le dinamiche sono varie ma hanno un denominatore comune: un errore o una condotta pericolosa del conducente.

Come ci si finisce con l'auto sul marciapiede

Le dinamiche sono varie ma hanno un denominatore comune: un errore o una condotta pericolosa del conducente. La perdita di controllo per velocità eccessiva, la manovra sbagliata, il malore, la distrazione totale, a volte la guida in stato di ebbrezza.

In alcuni casi c'è un secondo veicolo: l'auto tamponata che viene sbalzata sul marciapiede. Anche qui la ricostruzione della dinamica serve a individuare chi risponde, ma la posizione del pedone resta forte in ogni scenario.

  • Perdita di controllo per velocità o fondo scivoloso
  • Manovra di parcheggio finita sul marciapiede
  • Malore o colpo di sonno del conducente
  • Auto sbalzata sul cordolo da un altro veicolo
  • Guida in stato di ebbrezza o sotto effetto di sostanze

La presunzione a favore del pedone

La legge, con l'articolo 2054 del codice civile, mette l'automobilista in una posizione scomoda: si presume la sua responsabilità nell'investimento di un pedone, salvo che dimostri di aver fatto tutto il possibile per evitarlo.

Sul marciapiede questa presunzione diventa quasi impossibile da vincere per il conducente. Come fai a sostenere di aver fatto il possibile, se ti sei ritrovato con l'auto in uno spazio dove le auto non possono stare? È per questo che questi casi si chiudono quasi sempre con il pieno riconoscimento del danno al pedone.

Cosa fare subito dopo l'investimento

La priorità è la salute: farsi soccorrere e curare. Ma sul piano della prova, alcune cose vanno tutelate. L'intervento delle forze dell'ordine è prezioso, perché il verbale fissa la posizione dei mezzi e la dinamica.

Se ci sono testimoni, e sul marciapiede spesso ci sono altri passanti, i loro contatti valgono oro. Le foto della scena, i segni sull'asfalto e sul cordolo, la posizione dell'auto: tutto contribuisce a dimostrare che eri sul marciapiede e non in strada.

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Se il conducente scappa o non è assicurato

Purtroppo capita che chi investe sul marciapiede fugga, o guidi un mezzo non assicurato. Non pensare di essere senza tutela. Per questi casi esiste il Fondo di Garanzia per le vittime della strada, che risarcisce quando il responsabile è un pirata della strada o un veicolo non assicurato.

La procedura è diversa e ha regole precise, ma il tuo diritto al risarcimento resta. Non lasciare che l'assenza di un colpevole identificato ti convinca che non puoi ottenere nulla.

Quanto vale il danno

Un investimento sul marciapiede spesso produce lesioni serie, perché il pedone è del tutto indifeso e l'urto è diretto. Il risarcimento si calcola sulla gravità dei postumi accertati dal medico legale.

Per le lesioni fino a 9 punti vale la Tabella Unica Nazionale con il punto base di 963,40 euro; per i danni gravi le Tabelle di Milano. Si aggiungono i mesi di inabilità, le spese mediche, la riabilitazione, il reddito perso e, nei casi con postumi importanti, la personalizzazione per l'impatto sulla vita.

In sintesi

Se ti hanno investito sul marciapiede, la legge è dalla tua parte in modo netto: eri nel posto più sicuro che ci sia e l'automobilista deve risponderne. Non accettare che l'assicurazione tiri in ballo tue presunte colpe che non esistono. Gruppo Fast Risarcimenti ricostruisce la dinamica e ottiene il risarcimento pieno, anche col Fondo di Garanzia se serve: valutazione gratuita, nessun anticipo, si paga solo a risarcimento ottenuto.

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Contenuto revisionato da Gabriele Marchi, Fondatore e Responsabile Editoriale. La nostra redazione di avvocati civilisti e medici legali valida ogni articolo prima della pubblicazione.

Domande frequenti

Investito sul marciapiede: ho sempre ragione?

Quasi sempre. Il marciapiede è lo spazio protetto riservato ai pedoni: nessuna auto dovrebbe esserci. La presunzione dell'articolo 2054 mette l'automobilista in posizione difficilissima, perché non può sostenere di aver fatto il possibile trovandosi dove le auto non possono stare.

L'automobilista può dire che è colpa mia?

È molto difficile. A differenza dell'attraversamento fuori dalle strisce, sul marciapiede non c'è margine per un tuo concorso di colpa: eri esattamente dove la legge ti vuole. La responsabilità del conducente è quasi sempre totale.

Chi mi ha investito è scappato, cosa faccio?

Puoi rivolgerti al Fondo di Garanzia per le vittime della strada, che risarcisce quando il responsabile è un pirata della strada o guida un veicolo non assicurato. La procedura ha regole precise ma il tuo diritto resta pieno anche senza un colpevole identificato.

Quanto posso ottenere?

Dipende dalle lesioni accertate dal medico legale. Fino a 9 punti si usa la Tabella Unica Nazionale (963,40 euro il punto base), oltre le Tabelle di Milano. Si aggiungono inabilità temporanea, spese mediche, riabilitazione, reddito perso e la personalizzazione nei casi gravi.

A cura di

Equipe Legale Gruppo Fast Risarcimenti. Oltre 25 anni di esperienza nel risarcimento danni, piu di 50 milioni di euro recuperati per i nostri assistiti. Le informazioni si basano su sentenze della Corte di Cassazione, decreti ministeriali e normativa vigente.

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