Infortunio sul lavoro: chi paga i primi 3 giorni (franchigia INAIL)
L'INAIL non paga i primi tre giorni dopo l'infortunio: è la franchigia. Chi copre quei giorni, quanto ricevi dal quarto in poi e cosa aggiunge il contratto collettivo.

Aggiornato a luglio 2026
Ti sei infortunato al lavoro, sei a casa con il certificato, e guardando i primi accrediti ti accorgi che i conti non tornano: l'INAIL non ha pagato i primi giorni. Non è un errore, è la franchigia: per legge l'indennità INAIL parte dal quarto giorno successivo all'infortunio. E i primi tre? Non li perdi: li paga il datore di lavoro, insieme alla giornata dell'infortunio. Capire chi paga cosa, e in che percentuale, ti evita brutte sorprese in busta paga e ti permette di controllare che tutto sia stato versato. Facciamo i conti insieme.
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Come si dividono i giorni dopo l'infortunio
Lo schema previsto dalla legge è preciso. Il giorno dell'infortunio è a carico del datore di lavoro, che deve corrisponderti l'intera retribuzione: ti sei fatto male lavorando, quella giornata è dovuta per intero. I tre giorni successivi sono il periodo di franchigia o carenza: l'INAIL non interviene e la legge pone a carico del datore il 60 per cento della retribuzione, salvo condizioni di miglior favore del contratto collettivo.
Dal quarto giorno dopo l'infortunio entra in gioco l'INAIL con l'indennità di temporanea: il 60 per cento della retribuzione media giornaliera fino al novantesimo giorno, che sale al 75 per cento dal novantunesimo fino alla guarigione clinica. L'indennità copre tutti i giorni, festivi compresi.
Facciamo un esempio con una retribuzione media giornaliera di 80 euro: dal quarto al novantesimo giorno l'INAIL versa 48 euro al giorno, dal novantunesimo 60 euro. Il datore, per i tre giorni di franchigia, deve almeno 48 euro al giorno, più l'intera giornata dell'infortunio.
Le percentuali di legge sono il minimo, non il massimo.
Il contratto collettivo spesso ti dà di più
Le percentuali di legge sono il minimo, non il massimo. Moltissimi contratti collettivi obbligano il datore a integrare l'indennità INAIL fino a percentuali superiori della retribuzione, in alcuni settori fino al 100 per cento per determinati periodi. L'integrazione riguarda sia i giorni di franchigia sia il periodo indennizzato dall'INAIL.
Il consiglio pratico: recupera il tuo CCNL e leggi la sezione su infortunio e malattia, oppure fallo verificare a chi ti segue. La differenza tra il 60 per cento di legge e l'integrazione contrattuale, su mesi di assenza, vale centinaia o migliaia di euro. E se il datore non integra come dovrebbe, quelle somme si possono rivendicare.
Controlla la busta paga: gli errori più comuni
Il meccanismo a tre attori (datore, INAIL, contratto collettivo) genera errori con una certa frequenza. I più tipici che troviamo nelle verifiche:
- Giornata dell'infortunio pagata come assenza anziché per intero
- Franchigia liquidata al 60 per cento quando il CCNL prevede percentuali superiori
- Mancata integrazione datoriale dell'indennità INAIL prevista dal contratto
- Indennità calcolata su una retribuzione media giornaliera sbagliata, senza straordinari e voci continuative
- Giorni festivi e weekend esclusi dal conteggio INAIL, quando invece l'indennità copre tutti i giorni

Franchigia INAIL e danno civilistico: due piani diversi
Attenzione a non confondere i piani. La franchigia dei tre giorni riguarda solo l'indennità economica INAIL. Se il tuo infortunio dipende da una violazione delle norme di sicurezza da parte del datore, macchinario senza protezioni, formazione mancante, dispositivi non forniti, hai diritto anche al risarcimento civilistico del danno differenziale, che copre quello che l'INAIL non indennizza.
Nel danno differenziale rientrano la parte di danno biologico non coperta dalle tabelle INAIL, la sofferenza morale, la personalizzazione e le voci patrimoniali residue. Sotto il 6 per cento di invalidità permanente, poi, l'INAIL non indennizza affatto il danno biologico: se c'è responsabilità del datore, quella parte va chiesta tutta in sede civile.
Sono due binari che viaggiano insieme: l'INAIL paga in automatico secondo le sue regole, il datore risponde in più se ha colpe. Rinunciare al secondo binario perché il primo ha pagato qualcosa è l'errore più costoso che un infortunato possa fare.
Cosa fare se i pagamenti non arrivano o sono sbagliati
Primo passo: verifica che la denuncia di infortunio sia stata trasmessa dal datore e che l'INAIL abbia aperto la pratica. Il ritardo più frequente nasce lì. Secondo: confronta gli accrediti con lo schema visto sopra, giornata intera più franchigia dal datore, indennità dal quarto giorno dall'INAIL, integrazioni da CCNL.
Se qualcosa manca, la contestazione va fatta per iscritto: al datore per le voci a suo carico, all'INAIL per l'indennità, con i certificati e le buste paga alla mano. Nei casi di resistenza, le somme si recuperano anche a distanza di tempo, ma prima ci si muove e meno si complica il quadro. Un consulente esperto di infortuni fa questi controlli in poche ore e ti dice subito se ti manca qualcosa.
In sintesi
I primi giorni dopo un infortunio sono pieni di regole che nessuno ti spiega, e ogni passaggio sbagliato è denaro che resta indietro. Gruppo Fast Risarcimenti verifica gratuitamente la tua pratica: controlliamo franchigia, indennità INAIL, integrazioni di contratto e, se il datore ha responsabilità, quantifichiamo il danno differenziale che ti spetta. Nessun anticipo: paghi solo a risarcimento ottenuto.
Non te lo diciamo solo noi. Guarda chi ce l'ha gia fatta.
Caduta in cantiere a Palermo
L'INAIL aveva chiuso a 32.000 euro. Abbiamo dimostrato che mancavano le protezioni di sicurezza e abbiamo chiesto il danno in piu al datore. Recuperati altri 63.800 euro.
La mia esperienza con i risarcimenti assicurativi e stata incredibilmente positiva. La procedura e stata rapida e trasparente, e l'assistenza clienti e stata molto professionale e disponibile. Il risarcimento e stato pagato in tempi brevi e senza problemi. Sono molto soddisfatta del servizio e lo consiglio a tutti.
Desidero esprimere la mia più sincera gratitudine a Fast Risarcimenti per l'assistenza e la professionalita dimostrate. La compagnia assicurativa si rifiutava di riconoscere i danni: grazie a loro sono riuscito a ottenere il risarcimento che mi spettava, senza stress. Veri professionisti.
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Domande frequenti
Perché l'INAIL non paga i primi tre giorni?
È la franchigia prevista dalla legge: l'indennità di temporanea decorre dal quarto giorno successivo all'infortunio. I primi tre giorni sono a carico del datore di lavoro al 60 per cento, salvo condizioni migliori del contratto collettivo, e la giornata dell'infortunio va pagata per intero.
L'indennità INAIL copre anche sabati, domeniche e festivi?
Sì. L'indennità giornaliera per inabilità temporanea copre tutti i giorni di calendario del periodo indennizzato, non solo quelli lavorativi.
Il datore non mi ha pagato la franchigia: cosa faccio?
Contesta per iscritto allegando certificati e buste paga. Sono somme dovute per legge e per contratto, recuperabili anche con l'assistenza di un consulente o in giudizio se necessario.
Con un'invalidità sotto il 6 per cento non prendo nulla?
Dall'INAIL non ricevi l'indennizzo del danno biologico permanente, che parte dal 6 per cento. Ma se l'infortunio dipende da colpe del datore, quel danno si può chiedere in sede civile, insieme alle altre voci non coperte.
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