Pedone investito da un'auto che svolta sulle strisce: chi paga e quanto
Attraversi sulle strisce con il verde e un'auto che svolta ti travolge. È una delle dinamiche più frequenti in città. Ecco chi risponde, come si prova e quanto spetta.

Aggiornato a luglio 2026
Semaforo verde per te, attraversi sulle strisce, e un'auto che svolta ti prende in pieno. È una delle dinamiche più frequenti negli incroci di città: il conducente guarda il traffico che arriva, non il pedone che sta già attraversando. Se ti è successo, la buona notizia è che la legge è quasi tutta dalla tua parte. Ma quasi non vuol dire che la pratica si faccia da sola. Vediamo chi paga, come si prova e quanto ti spetta.
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La dinamica: perché succede così spesso
Chi svolta a destra o a sinistra a un incrocio ha la testa sul traffico dei veicoli: cerca il varco, controlla chi arriva, e le strisce che sta per impegnare restano fuori dal suo campo di attenzione. Il pedone, che ha il verde e la precedenza, viene visto all'ultimo o non viene visto affatto.
Il risultato sono investimenti a velocità di solito contenuta, ma con conseguenze tutt'altro che lievi: cadute a terra, traumi cranici, fratture a polso, bacino e femore, soprattutto per le persone più avanti con l'età. La velocità bassa non deve ingannare nessuno, né te né la compagnia.
Il Codice della Strada è chiaro: chi svolta deve dare la precedenza ai pedoni che attraversano sulle strisce con il semaforo a loro favore.
Chi ha ragione: la precedenza è del pedone
Il Codice della Strada è chiaro: chi svolta deve dare la precedenza ai pedoni che attraversano sulle strisce con il semaforo a loro favore. Non è una cortesia, è un obbligo. In più opera l'art. 2054 c.c., che presume la responsabilità del conducente finché non prova di aver fatto tutto il possibile per evitare il danno.
Tradotto: in questa dinamica il conducente parte in torto quasi pieno. Le compagnie però ci provano lo stesso, sostenendo che il pedone sia sbucato di corsa, che attraversasse col rosso o fosse distratto dal telefono. Sono contestazioni da smontare con le prove, non da subire.
Le prove da mettere in fila subito
In un investimento all'incrocio le prove decisive si raccolgono nelle prime ore. Ecco cosa fa la differenza tra una pratica solida e una contestata.
- Intervento delle forze dell'ordine con verbale e rilievi sul posto
- Nomi e contatti dei testimoni, anche automobilisti fermi al semaforo
- Telecamere comunali dell'incrocio o di esercizi commerciali vicini
- Referto del pronto soccorso in giornata, con dinamica riportata
- Foto del punto di impatto, delle strisce e della fase semaforica se possibile
Quanto ti spetta
Il risarcimento copre il danno biologico da invalidità permanente, i giorni di inabilità temporanea, le spese mediche e di riabilitazione, il danno morale e le eventuali perdite di reddito. Per le lesioni fino a 9 punti si applica la TUN 2026, con punto base 963,40 euro; per le lesioni più gravi si usano le Tabelle di Milano, con importi molto più alti.
Un dettaglio che molti ignorano: la richiesta va alla compagnia del veicolo investitore, e la legge le impone di formulare un'offerta entro 90 giorni dalla richiesta completa per i danni alla persona. Se il conducente è fuggito o il veicolo non è assicurato, resta la strada del Fondo di Garanzia per le Vittime della Strada.

Le contestazioni tipiche e come si superano
La più frequente: il pedone attraversava col rosso. Si smonta con la fase semaforica, i testimoni e le telecamere. La seconda: il pedone è sbucato all'improvviso e non era evitabile. Su strisce regolarmente impegnate questa difesa regge poco, perché chi svolta deve moderare la velocità e aspettarsi la presenza dei pedoni.
Poi c'è il concorso di colpa: la compagnia offre una percentuale ridotta sostenendo una tua distrazione. A volte una quota di concorso può esserci, ma va dimostrata da loro, non presunta. Accettare al volo un taglio del 30 o 40 per cento senza contestarlo è uno degli errori più costosi che puoi fare.
I passi giusti dopo l'investimento
Prima la salute: pronto soccorso subito, anche se ti sembra di avere solo contusioni. I traumi da investimento si manifestano spesso nei giorni successivi, e un referto tardivo indebolisce tutto. Poi la pratica: richiesta danni formale alla compagnia, documentazione medica completa, e nessuna firma su offerte arrivate in fretta.
La valutazione medico legale di parte è il passaggio che cambia i numeri: quantifica i postumi reali, non quelli stimati dal medico della compagnia. Con lesioni serie o contestazioni sulla dinamica, entra in gioco anche la ricostruzione cinematica. Sono strumenti tecnici, ed è il motivo per cui affrontare la pratica da soli quasi mai conviene.
In sintesi
Se un'auto in svolta ti ha investito sulle strisce, la responsabilità del conducente è la regola e le eccezioni vanno provate da chi le invoca. Non lasciare che una contestazione di comodo ti riduca il risarcimento. Gruppo Fast Risarcimenti ricostruisce la dinamica, raccoglie le prove e tratta con la compagnia per te. La valutazione è gratuita e senza anticipi: paghi solo a risarcimento ottenuto.
Non te lo diciamo solo noi. Guarda chi ce l'ha gia fatta.
Tamponamento con colpo di frusta a Bologna
L'assicurazione offriva 12.000 euro dicendo che era il massimo. Abbiamo rifatto la perizia medica e calcolato il danno per intero. Risultato: 38.500 euro, tre volte tanto.
Ringrazio il sign Marchi x disponibilita e professionalita nella risoluzione del mio sinistro.
Ho ottenuto tutti i soldi che mi aspettavano dall'assicurazione. Mi hanno seguito passo e aiutato in tutte le procedure per l'incidente subito. Anche gli avvocati con cui collaborano sono super competenti.
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Domande frequenti
L'auto che svolta ha sempre torto se investe un pedone sulle strisce?
Quasi sempre. Chi svolta deve dare precedenza ai pedoni sulle strisce e l'art. 2054 c.c. presume la sua responsabilità. Un concorso di colpa del pedone è possibile ma va provato dalla controparte con elementi concreti.
Non ci sono testimoni: perdo il risarcimento?
No. Contano il verbale delle forze dell'ordine, le telecamere dell'incrocio, il punto d'urto e la coerenza delle lesioni con la dinamica. Anche senza testimoni la pratica si costruisce, purché la documentazione sia tempestiva.
Quanto tempo ha l'assicurazione per farmi un'offerta?
Per i danni alla persona la compagnia deve formulare offerta o diniego motivato entro 90 giorni dalla richiesta completa di documentazione. Se resta in silenzio, si passa a diffida e azioni successive.
Mi offrono il 60 per cento dicendo che ero distratto: accetto?
Non subito. Il concorso di colpa va dimostrato, non dichiarato. Fai valutare dinamica e documentazione a un professionista: molte riduzioni proposte in prima battuta non reggono a una contestazione tecnica.
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