Infortunio sul lavoro di colf e badanti: INAIL e risarcimento
Colf e badanti sono assicurate INAIL anche in casa privata. Cadute, ustioni, schiena bloccata sollevando l'assistito: ecco cosa ti spetta e quando il datore deve risarcirti in proprio.

Aggiornato a luglio 2026
Lavori come colf o badante e ti sei fatta male in casa del datore di lavoro? Molte lavoratrici domestiche pensano di non avere diritti perché lavorano in una casa privata e non in un'azienda. Sbagliato. Chi assume una colf o una badante con regolare contratto versa anche i contributi INAIL, e questo significa che un infortunio durante il lavoro va denunciato e indennizzato come qualsiasi altro. In più, se l'incidente dipende da una casa insicura, il datore risponde anche in proprio. Vediamo come funziona davvero.
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Anche il lavoro domestico è assicurato INAIL
La copertura INAIL per i lavoratori domestici non è una scelta del datore: è un obbligo di legge. Quando la famiglia assume una colf, una badante o una baby sitter e la registra all'INPS, una parte dei contributi trimestrali finanzia proprio l'assicurazione contro gli infortuni. Questo vale per il rapporto a ore, per la convivente, per il part time.
Cosa copre? Gli infortuni avvenuti durante il lavoro e per causa del lavoro, le malattie professionali legate alle mansioni e anche l'infortunio in itinere, cioè quello che capita nel tragitto casa-lavoro. Se scivoli sulle scale del condominio dell'assistito mentre vai a iniziare il turno, sei coperta.
Il punto debole è la scarsa informazione. Tante lavoratrici non denunciano l'infortunio per paura di creare problemi alla famiglia, o perché nessuno ha spiegato loro che ne hanno diritto. Risultato: rinunciano a indennità che spettano per legge.
Chi lavora nelle case altrui affronta rischi concreti, spesso sottovalutati.
Gli infortuni tipici di colf e badanti
Chi lavora nelle case altrui affronta rischi concreti, spesso sottovalutati. La casistica che vediamo più spesso nelle pratiche:
- Cadute dalle scale o da sgabelli mentre si puliscono vetri, lampadari o mobili alti
- Scivolate su pavimenti bagnati durante le pulizie
- Lesioni alla schiena sollevando o spostando un assistito non autosufficiente
- Ustioni in cucina o con ferri da stiro
- Tagli con coltelli, vetri rotti, attrezzi
- Aggressioni da parte di assistiti con demenza o disturbi comportamentali
- Incidenti stradali nel tragitto verso la casa dell'assistito
Cosa fare subito dopo l'infortunio
La sequenza dei primi giorni decide la forza della tua pratica. Primo: vai in pronto soccorso e dichiara che ti sei fatta male mentre lavoravi come colf o badante, indicando nome e indirizzo del datore di lavoro. Deve risultare nel referto, perché quel documento lega la lesione al lavoro.
Secondo: avvisa subito il datore di lavoro. Per gli infortuni domestici con prognosi superiore a tre giorni è lui che deve inoltrare la denuncia all'INAIL, sulla base del certificato medico. Se non lo fa, puoi presentarla anche tu direttamente: il diritto all'indennizzo non dipende dall'adempimento del datore.
Terzo: conserva tutto. Referti, certificati di continuazione, scontrini di farmaci e visite, messaggi con la famiglia che confermano orari e mansioni. Se ci sono testimoni della caduta (l'assistito stesso, un familiare, un vicino), annota i loro nomi.
Cosa paga l'INAIL alla lavoratrice domestica
L'INAIL versa l'indennità giornaliera per inabilità temporanea a partire dal quarto giorno successivo all'infortunio: il 60 per cento della retribuzione convenzionale fino al novantesimo giorno, il 75 per cento dal novantunesimo in poi. I primi tre giorni sono la cosiddetta franchigia e seguono le regole del contratto collettivo del lavoro domestico.
Se dalla lesione residuano postumi permanenti, scatta l'indennizzo del danno biologico: in capitale per i gradi dal 6 al 15 per cento, in rendita mensile dal 16 per cento in su. Sotto il 6 per cento l'INAIL non indennizza il permanente, ma questo non significa che il danno non esista: significa solo che va chiesto ad altri, come vediamo tra poco.
Attenzione a un dettaglio pratico: per il lavoro domestico la retribuzione presa a base del calcolo è convenzionale, quindi l'indennità può risultare più bassa dello stipendio reale. Un motivo in più per valutare sempre anche la strada civilistica.

Quando il datore di lavoro deve risarcirti in proprio
L'INAIL indennizza, ma non copre tutto. Il datore di lavoro domestico, come qualsiasi datore, ha l'obbligo di tutelare la sicurezza di chi lavora per lui. Scala traballante fornita per pulire i vetri, pavimento appena lavato senza avviso, sollevatore per l'assistito assente nonostante un allettato di 90 chili: sono tutte situazioni in cui la responsabilità della famiglia può emergere.
In questi casi puoi chiedere il danno differenziale, cioè la differenza tra quello che l'INAIL ti ha indennizzato e il danno civilistico pieno calcolato secondo le tabelle. La differenza può essere importante, perché l'indennizzo INAIL è forfettario mentre il risarcimento civile considera il danno biologico reale, la sofferenza morale e le ripercussioni sulla tua vita.
Molte famiglie hanno una polizza di responsabilità civile del capofamiglia che copre proprio questi eventi. Questo spesso sblocca la situazione: il risarcimento lo paga la compagnia, non la famiglia di tasca propria, e il rapporto di lavoro non si rovina.
E se il rapporto non è regolare?
Qui serve chiarezza. Se lavori senza contratto e ti infortuni, non perdi le tutele: l'INAIL applica il principio dell'automaticità delle prestazioni, quindi l'indennizzo spetta anche se il datore non ha mai versato i contributi. Sarà poi l'istituto a rivalersi sulla famiglia inadempiente.
Il problema vero del lavoro irregolare è la prova: dovrai dimostrare che il rapporto esisteva, con messaggi, pagamenti tracciati, testimoni. Più il rapporto è documentato, più la pratica corre. Se sei in questa situazione, non firmare nulla e non accettare accordi a voce con la famiglia prima di aver capito quanto ti spetta davvero.
In sintesi
Se lavori come colf o badante e ti sei infortunata, non lasciare i tuoi diritti nel cassetto per timidezza o paura di perdere il posto. Gruppo Fast Risarcimenti valuta gratuitamente la tua situazione: verifichiamo la denuncia INAIL, calcoliamo cosa ti spetta e, se la famiglia ha responsabilità, gestiamo la richiesta di danno differenziale, spesso coperta dall'assicurazione del capofamiglia. Nessun anticipo: paghi solo a risarcimento ottenuto.
Non te lo diciamo solo noi. Guarda chi ce l'ha gia fatta.
Caduta in cantiere a Palermo
L'INAIL aveva chiuso a 32.000 euro. Abbiamo dimostrato che mancavano le protezioni di sicurezza e abbiamo chiesto il danno in piu al datore. Recuperati altri 63.800 euro.
La mia esperienza con i risarcimenti assicurativi e stata incredibilmente positiva. La procedura e stata rapida e trasparente, e l'assistenza clienti e stata molto professionale e disponibile. Il risarcimento e stato pagato in tempi brevi e senza problemi. Sono molto soddisfatta del servizio e lo consiglio a tutti.
Desidero esprimere la mia più sincera gratitudine a Fast Risarcimenti per l'assistenza e la professionalita dimostrate. La compagnia assicurativa si rifiutava di riconoscere i danni: grazie a loro sono riuscito a ottenere il risarcimento che mi spettava, senza stress. Veri professionisti.
Hai ancora dubbi sul tuo caso? Scrivici o chiamaci, la prima consulenza e sempre gratuita.
Domande frequenti
Sono una badante convivente: l'infortunio di notte è coperto?
Dipende da cosa stavi facendo. Se ti alzi per assistere la persona che accudisci e cadi, sei nell'attività lavorativa e la copertura INAIL opera. Il confine va documentato bene nel referto e nella denuncia.
Il datore non vuole denunciare l'infortunio all'INAIL: cosa faccio?
Puoi presentare tu la denuncia con il certificato medico. La mancata denuncia del datore è sanzionabile, ma non blocca il tuo diritto all'indennizzo. Un consulente può inoltrare tutto al posto tuo.
Mi sono fatta male sollevando l'assistito: è infortunio o malattia professionale?
L'evento acuto (il colpo alla schiena sollevando) è un infortunio. Se invece la colonna si è rovinata in anni di movimentazione quotidiana, si può valutare la malattia professionale. In alcuni casi si percorrono entrambe le strade.
Quanto tempo ho per fare la denuncia?
L'infortunio va comunicato subito al datore e denunciato all'INAIL entro due giorni dal certificato per prognosi oltre tre giorni. Per le richieste di indennizzo e per l'azione civile valgono termini più lunghi, ma prima ti muovi meglio è.
Equipe Legale Gruppo Fast Risarcimenti. Oltre 25 anni di esperienza nel risarcimento danni, piu di 50 milioni di euro recuperati per i nostri assistiti. Le informazioni si basano su sentenze della Corte di Cassazione, decreti ministeriali e normativa vigente.
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