Tabelle risarcimento malasanità e morte: guida ai familiari
Quando un paziente muore per un errore medico, i familiari hanno diritto a un risarcimento calcolato con le Tabelle di Milano. Ecco chi ha diritto, cosa provare e i tempi.

Aggiornato a agosto 2026
Hai perso una persona cara in ospedale e sospetti che qualcosa sia andato storto. Ti chiedi se hai diritto a un risarcimento e come si calcola. La risposta è sì, se la morte deriva da un errore medico o da un problema della struttura sanitaria. Il valore si stima con le stesse tabelle usate per gli incidenti stradali mortali. In questa guida ti spiego chi ha diritto, cosa serve provare e perché la controparte tende a offrire poco.
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Come si calcola il risarcimento ai familiari
Quando un paziente muore, i familiari subiscono un danno proprio. Si chiama danno da perdita del rapporto parentale, o più semplicemente danno parentale. È la sofferenza per aver perso il legame affettivo con la persona.
Per dare un valore in euro a questa sofferenza i giudici usano le tabelle di Milano, elaborate dal Tribunale di Milano e applicate in quasi tutta Italia. Le stesse tabelle valgono sia per una morte da incidente stradale sia per una morte da malasanità. Il criterio di calcolo non cambia.
Le tabelle indicano una forbice di valori, con un minimo e un massimo per ogni tipo di parente. Il giudice sceglie il punto giusto dentro la forbice guardando al caso concreto.
Non esiste una cifra uguale per tutti.
Da cosa dipende l'importo
Non esiste una cifra uguale per tutti. L'importo cambia in base a diversi fattori personali. Più il legame era stretto e reale, più il risarcimento sale.
Ecco i principali elementi che pesano sul calcolo:
- L'età della vittima e quella del familiare
- La convivenza o meno con la persona scomparsa
- La qualità e l'intensità del rapporto affettivo
- La presenza di altri familiari nel nucleo
- Eventuali danni ulteriori, come il danno biologico da lutto documentato da un medico
Chi ha diritto al risarcimento
Hanno diritto i familiari più stretti, cioè le persone legate alla vittima da un rapporto affettivo reale. La legge parte dai congiunti più vicini, ma il diritto si estende anche ad altri se il legame era concreto e provato.
In genere rientrano tra gli aventi diritto:
- Il coniuge o la persona unita civilmente, e in molti casi il convivente stabile
- I figli, anche maggiorenni e non conviventi
- I genitori della vittima
- I fratelli e le sorelle, se il rapporto era stretto
- I nonni e i nipoti, quando la vicinanza affettiva è dimostrata
La differenza col caso stradale: la Legge Gelli
Qui sta la parte più delicata. Nell'incidente stradale devi dimostrare che un altro veicolo ha causato il danno. Nella malasanità devi dimostrare che l'errore medico o un difetto della struttura ha causato la morte. È un terreno più tecnico.
La responsabilità sanitaria è regolata dalla Legge Gelli, cioè la Legge 124 del 2017 (spesso citata come Gelli Bianco). Questa legge distingue tra la posizione della struttura sanitaria e quella del singolo medico. La struttura, che ha accolto il paziente con un contratto, risponde in modo contrattuale. Il singolo medico dipendente, di norma, risponde in modo extracontrattuale.
Questa distinzione cambia due cose importanti: chi deve provare cosa e quanto tempo hai per agire. Per questo conviene quasi sempre agire contro la struttura, non solo contro il medico.

Cosa devi provare e il ruolo della CTU
Il cuore della causa è il nesso causale. Devi dimostrare il collegamento tra la condotta sbagliata e la morte del paziente. Non basta che ci sia stato un errore, quell'errore deve aver causato il decesso.
Verso la struttura sanitaria, il tuo onere della prova è più leggero. In sostanza, a te spetta provare il contratto (cioè il ricovero o la prestazione) e il danno subito. È la struttura che deve dimostrare di aver agito bene o che la morte dipende da altro.
Per verificare l'errore e il nesso serve una perizia tecnica. Il giudice nomina una CTU medico-legale, cioè una consulenza tecnica affidata a un medico esperto. Il consulente studia la cartella clinica e stabilisce se c'è stato un errore e se ha inciso sulla morte. Recuperare la cartella clinica completa è quindi il primo passo concreto.
Tempi, prescrizione e offerte al ribasso
Il tempo è un fattore decisivo. Se aspetti troppo, il diritto si prescrive e non puoi più chiedere nulla. La durata dipende da chi citi in giudizio. Di norma la prescrizione della responsabilità contrattuale della struttura è più lunga di quella extracontrattuale del singolo medico. Per questo è meglio non perdere tempo e agire prima possibile.
La struttura o la sua assicurazione, quasi sempre, tende a offrire poco. Il motivo è semplice: ogni euro risparmiato è un loro guadagno. Puntano sul fatto che i familiari sono provati dal lutto e vogliono chiudere in fretta. Ti propongono una cifra bassa presentata come definitiva.
Un familiare da solo fa fatica a valutare se l'offerta è giusta. Senza una perizia di parte e senza il calcolo corretto con le tabelle, rischi di accettare molto meno del dovuto.
In sintesi
Se hai perso una persona cara per un sospetto errore medico, non firmare nulla e non accettare la prima offerta. Il primo passo è capire se c'è un nesso tra la condotta della struttura e la morte, e quanto vale davvero il tuo danno parentale con le tabelle di Milano. Gruppo Fast Risarcimenti valuta il tuo caso gratuitamente, recupera la cartella clinica e ti dice se ci sono le basi per chiedere il risarcimento. Non anticipi nulla: paghi solo se e quando il risarcimento viene ottenuto. Contattaci per una valutazione gratuita e senza impegno.
Non te lo diciamo solo noi. Guarda chi ce l'ha gia fatta.
Errore chirurgico a Milano
L'ospedale negava ogni colpa. Abbiamo aperto la causa, ottenuto la perizia del giudice e dimostrato l'errore. Il giudice ha condannato a 142.000 euro piu le spese.
Sono molto soddisfatta del lavoro eseguito dalla Dott.ssa Denise. Ho avuto un sinistro abbastanza complicato. In breve tempo mi hanno risolto il tutto e sono già stata liquidata. Molto professionali, gentili e disponibili. Consiglio vivamente.
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Domande frequenti
Quanto spetta ai familiari per la morte da malasanità?
Non esiste una cifra fissa. Si usa una forbice orientativa delle tabelle di Milano che cambia in base al parente e al legame. A titolo puramente indicativo, per un coniuge o un figlio si parla spesso di valori nell'ordine di alcune centinaia di migliaia di euro, ma solo una valutazione del caso concreto dà una stima affidabile.
Le tabelle per la malasanità sono diverse da quelle degli incidenti?
No. Il danno parentale da malasanità si liquida con le stesse tabelle di Milano usate per gli incidenti stradali mortali. Cambia il modo di provare la responsabilità, non il criterio di calcolo del danno ai familiari.
Cosa devo provare per ottenere il risarcimento?
Devi provare che c'è stato un errore medico o un difetto della struttura e che questo ha causato la morte, cioè il nesso causale. Verso la struttura il tuo onere della prova è più leggero, perché è lei a dover dimostrare di aver agito correttamente. Il punto tecnico lo chiarisce la CTU medico-legale sulla cartella clinica.
Devo pagare un anticipo per iniziare la pratica?
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