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Calcolo del risarcimento

Frattura del femore scomposta con 15 punti di invalidità: quanto spetta

Un femore scomposto operato con placca lascia spesso postumi importanti. Con 15 punti si esce dalle micropermanenti e si entra nelle Tabelle di Milano. Ecco come si calcola davvero.

GFREquipe Legale Gruppo Fast Risarcimenti 19 luglio 2026 3 min di lettura
Frattura del femore scomposta con 15 punti di invalidità: quanto spetta
Calcolo del risarcimento — Gruppo Fast Risarcimenti

Aggiornato a luglio 2026

Una frattura scomposta del femore quasi mai guarisce senza lasciare traccia. Dopo l'intervento con placca o chiodo endomidollare restano zoppìa, dolore, riduzione della forza e a volte una gamba più corta. Quando il medico legale certifica intorno ai 15 punti di invalidità permanente, sei ufficialmente fuori dalle micropermanenti: non conta più la tabella base, contano le Tabelle di Milano. E cambia parecchio. Vediamo come si calcola davvero questo risarcimento e cosa lo fa salire.

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Perché 15 punti cambiano tutto

Fino a 9 punti si resta nelle micropermanenti, con valori fissati dalla Tabella Unica Nazionale. Dal decimo punto in su si entra nelle macropermanenti e il riferimento diventano le tabelle di Milano, riconosciute dalla Cassazione come standard nazionale per le lesioni gravi.

La differenza non è banale. Nelle macropermanenti il valore del singolo punto cresce in modo più che proporzionale: ogni punto in più pesa molto di più del precedente. Quindici punti valgono molto più del triplo di cinque punti, non solo il triplo.

Per una frattura scomposta del femore operata, i 15 punti sono un valore realistico quando restano limitazioni funzionali stabili dell'anca o del ginocchio, dismetria degli arti o materiale di sintesi che condiziona il movimento. La percentuale esatta la stabilisce la perizia medico-legale.

Il risarcimento non è un numero solo.

Le voci che compongono il risarcimento

Il risarcimento non è un numero solo. Quando parliamo di una lesione seria come questa, si sommano più voci, ciascuna con la sua logica di calcolo. Guardarle una per una serve a capire perché le offerte iniziali delle compagnie sono quasi sempre basse.

  • Danno biologico permanente: il cuore del risarcimento, calcolato sui 15 punti con le Tabelle di Milano e in base all'età
  • Danno biologico temporaneo: i mesi di inabilità totale e parziale tra ricovero, riabilitazione e recupero
  • Personalizzazione per danno morale e sofferenza: un aumento sul biologico per il dolore e lo stravolgimento della vita quotidiana
  • Danno patrimoniale: spese mediche, fisioterapia, e l'eventuale perdita o riduzione della capacità di lavorare

Quanto pesa l'età nella frattura del femore

Nelle tabelle di Milano il valore del punto diminuisce con l'aumentare dell'età, perché chi è più giovane convive più a lungo con la menomazione. Un quindici per cento riconosciuto a trent'anni vale in valore assoluto più dello stesso quindici per cento a settant'anni.

Attenzione però: nell'anziano il femore scomposto ha spesso conseguenze pratiche pesantissime, dalla perdita di autonomia alla necessità di assistenza. Qui entra in gioco la personalizzazione, che serve proprio a fotografare la sofferenza reale della singola persona oltre alla percentuale medica.

Il caso opposto è il lavoratore in piena attività: qui la frattura può incidere sulla capacità di guadagno, e si aggiunge il danno patrimoniale da riduzione della capacità lavorativa specifica, una voce che le compagnie tendono a dimenticare del tutto.

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Gli errori che ti fanno perdere migliaia di euro

Il primo errore è accettare la percentuale del medico della compagnia. Sul confine tra 12 e 15 punti ballano diverse migliaia di euro, e il fiduciario ha tutto l'interesse a stare basso. Una perizia di parte con radiografie e documentazione della limitazione funzionale sposta il risultato.

Il secondo errore è dimenticare il danno temporaneo. Tra ricovero, immobilizzazione e mesi di riabilitazione, l'inabilità temporanea di una frattura del femore vale spesso migliaia di euro da sola, ma nelle offerte veloci sparisce.

Il terzo è firmare la quietanza a saldo troppo presto, prima che i postumi siano davvero stabilizzati. Se dopo emerge un'artrosi post-traumatica o servono altri interventi, con la firma hai già chiuso e non riapri più. Meglio aspettare la stabilizzazione vera.

Come si prova una lesione di questa gravità

La prova regina è la documentazione clinica completa: verbale del pronto soccorso, referti operatori, cartella del ricovero, radiografie prima e dopo, e i controlli ortopedici successivi che mostrano l'evoluzione. Più la storia clinica è ordinata, più è difficile per la compagnia contestare.

Poi serve la valutazione medico-legale, che traduce le limitazioni in punti percentuali secondo i criteri riconosciuti. Per una macropermanente conviene sempre affidarsi a uno specialista che valuti anche gli aspetti dinamico-relazionali, non solo il grado teorico di invalidità.

Infine la quantificazione economica va fatta con le tabelle aggiornate e con la personalizzazione documentata. Ogni voce dimenticata è denaro che non torna indietro, ed è qui che un consulente esperto fa la differenza tra un'offerta al ribasso e il risarcimento giusto.

In sintesi

Con una frattura scomposta del femore e 15 punti di invalidità parliamo di un risarcimento importante, che una prima offerta della compagnia raramente rispecchia. Tra percentuale contestabile, danno temporaneo dimenticato e personalizzazione mai calcolata, la differenza tra quello che ti offrono e quello che ti spetta può essere di decine di migliaia di euro. Gruppo Fast Risarcimenti fa valutare i postumi da un medico legale indipendente e ricostruisce ogni voce con le Tabelle di Milano. Valutazione gratuita, nessun anticipo: paghi solo a risarcimento ottenuto.

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Contenuto revisionato da Gabriele Marchi, Fondatore e Responsabile Editoriale. La nostra redazione di avvocati civilisti e medici legali valida ogni articolo prima della pubblicazione.

Domande frequenti

Con 15 punti si usano le micropermanenti o le tabelle di Milano?

Le Tabelle di Milano. Fino a 9 punti si resta nelle micropermanenti della Tabella Unica Nazionale, dal decimo punto si entra nelle macropermanenti dove il valore del punto cresce più che proporzionalmente e il riferimento diventano le tabelle milanesi.

Quanto conta l'età nel risarcimento del femore?

Molto sul danno biologico: il valore del punto diminuisce con l'età perché la menomazione dura meno anni. Ma nell'anziano pesa la personalizzazione per perdita di autonomia, e nel lavoratore attivo si aggiunge il danno patrimoniale da riduzione della capacità di guadagno.

Devo accettare la percentuale del medico dell'assicurazione?

No. Puoi far valutare i postumi da un medico legale di parte e opporre la sua perizia. Sul confine tra 12 e 15 punti ballano molte migliaia di euro, quindi la valutazione indipendente conviene quasi sempre.

Conviene aspettare prima di chiudere la pratica?

Sì, fino alla vera stabilizzazione dei postumi. Se firmi la quietanza a saldo troppo presto e dopo compaiono artrosi post-traumatica o nuovi interventi, non puoi più riaprire. Meglio liquidare solo quando il quadro clinico è definitivo.

A cura di

Equipe Legale Gruppo Fast Risarcimenti. Oltre 25 anni di esperienza nel risarcimento danni, piu di 50 milioni di euro recuperati per i nostri assistiti. Le informazioni si basano su sentenze della Corte di Cassazione, decreti ministeriali e normativa vigente.

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