Quanto paga l'assicurazione per una frattura alla tibia nel 2026
Hai rotto la tibia in un incidente stradale? Scopri come si calcola il risarcimento tra giorni di gesso, punti di invalidità e differenza tra frattura composta e scomposta.

Aggiornato a luglio 2026
Hai preso una brutta botta, sei finito al pronto soccorso e la lastra parla chiaro: frattura della tibia. Adesso ti chiedi quanto ti deve l'assicurazione. La risposta onesta? Dipende. Dipende da come si è rotta, da quanto tempo resti fermo e da cosa ti resta addosso una volta guarito. In questo articolo ti spiego pezzo per pezzo come si costruisce il risarcimento, senza fumo e con numeri veri.
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Frattura composta o scomposta: cambia tutto
La prima cosa che il perito guarda è il tipo di frattura. Una tibia composta significa che l'osso si è rotto ma i due monconi sono rimasti allineati. Spesso basta un gesso, qualche settimana di riposo e la gamba torna come prima. In questi casi i postumi permanenti sono minimi, a volte inesistenti.
La frattura scomposta è un'altra storia. L'osso si sposta, i frammenti non combaciano e quasi sempre serve un intervento chirurgico. Ti mettono placche, viti o un chiodo endomidollare per rimettere tutto in asse. Questi mezzi di sintesi lasciano un segno, sia sull'osso sia sul risarcimento.
Perché questa differenza conta così tanto? Perché la scomposta allunga i tempi di guarigione, aumenta i giorni di invalidità temporanea e ha molte più probabilità di lasciarti un postumo permanente. Più danno subisci, più alto è il risarcimento che ti spetta dopo un incidente stradale.
Mentre sei ingessato e non puoi lavorare, camminare o vivere normalmente, ogni giorno ha un valore economico.
I giorni di gesso valgono soldi: ITT e ITP
Mentre sei ingessato e non puoi lavorare, camminare o vivere normalmente, ogni giorno ha un valore economico. Si chiama invalidità temporanea e si divide in due voci che devi conoscere.
L'ITT (invalidità temporanea totale) copre i giorni in cui sei completamente bloccato: gesso, letto, dipendente dagli altri. L'ITP (invalidità temporanea parziale) copre la fase successiva, quando inizi a muoverti ma sei ancora limitato, magari con le stampelle o in fisioterapia. La parziale si gradua in percentuali: 75%, 50%, 25%.
Una frattura di tibia ti tiene fermo settimane, a volte mesi se è scomposta. Sono tanti giorni di temporanea, e sono soldi che l'assicurazione tende a dimenticare se non li documenti bene. Certificati medici, referti, ricevute di fisioterapia: tieni tutto.
- ITT: giorni di blocco totale (gesso, degenza, immobilità)
- ITP al 75%, 50% o 25%: fase di recupero graduale
- Ogni giorno va moltiplicato per il valore giornaliero previsto dalla legge
Il danno permanente: quando la gamba non torna come prima
Finita la guarigione, il medico legale valuta cosa ti è rimasto. Questo è il danno biologico permanente, e si misura in punti di invalidità. Una tibia guarita bene può lasciare zero o pochissimi punti. Ma se resta una rigidità della caviglia, un accorciamento dell'arto, una zoppia o dolore cronico, i punti salgono.
La maggior parte delle fratture di tibia rientra nella fascia delle micropermanenti, cioè da 1 a 9 punti percentuali. In questa fascia il risarcimento si calcola con la tabella nazionale, la TUN 2026, che fissa il punto base a 963,40 euro (valore che cresce in modo più che proporzionale al salire dei punti).
Attenzione però: se la frattura era scomposta, se ti restano placche e viti o se la caviglia perde mobilità, puoi superare la soglia del 9%. In quel caso non si applica più la tabella delle micropermanenti, ma le Tabelle di Milano, che riconoscono cifre nettamente più alte.
Micropermanenti o Tabelle di Milano: la soglia del 9%
Questa soglia è il vero spartiacque del tuo risarcimento. Fino al 9% comandi la TUN, valori fissati per legge e uguali in tutta Italia. Sopra il 9% entrano in gioco le Tabelle di Milano, elaborate dal Tribunale di Milano e usate come riferimento in gran parte del Paese.
La differenza non è piccola. Passare da un 8% a un 10% può significare un salto importante nella cifra finale, perché cambia proprio il criterio di calcolo. Ecco perché la valutazione del medico legale è decisiva, e perché l'assicurazione spesso spinge per tenerti sotto quella soglia.
Non è un dettaglio tecnico da lasciare al caso. Un punto in più o in meno, valutato dal medico giusto, può valere migliaia di euro. Farti seguire da chi conosce queste dinamiche fa una differenza concreta sul risarcimento che porti a casa.

Cosa aumenta il risarcimento oltre l'invalidità
Il danno biologico non è l'unica voce. Se la frattura ti ha impedito di lavorare, hai diritto al risarcimento del mancato guadagno, che tu sia dipendente o autonomo. Servono buste paga, dichiarazioni dei redditi o documenti che provino quanto hai perso.
Poi ci sono le spese vive: ticket, visite specialistiche, sedute di fisioterapia, tutori, stampelle, eventuale intervento di rimozione dei mezzi di sintesi. Tutto quello che hai speso per curarti va rimborsato, ma solo se lo documenti. E in casi di sofferenza importante può essere riconosciuta anche la personalizzazione del danno.
- Mancato guadagno da giorni di lavoro persi
- Spese mediche, fisioterapia, tutori e ausili
- Eventuale secondo intervento per togliere placche e viti
- Personalizzazione del danno nei casi più gravi
Gli errori che ti fanno incassare meno
Il primo errore è accettare la prima offerta dell'assicurazione. Quasi sempre è più bassa di quanto ti spetta, calcolata al ribasso sperando che tu firmi in fretta. Una volta che accetti e firmi la liberatoria, non torni più indietro.
Il secondo errore è farti visitare solo dal medico della compagnia. Quel medico lavora per loro, non per te. Il terzo è buttare i documenti o non conservare i referti: senza carte, anche il danno reale rischia di sparire. Muoviti subito, prima che i tempi si allunghino e la tua posizione si indebolisca.
In sintesi
Quanto paga davvero l'assicurazione per la tua frattura alla tibia lo scopri solo con una valutazione fatta bene, caso per caso. Da Gruppo Fast Risarcimenti analizziamo la tua situazione gratuitamente: leggiamo i referti, stimiamo i giorni di invalidità e capiamo se rientri nelle micropermanenti o nelle Tabelle di Milano. Non anticipi nulla, non paghi consulenze: ci pagano solo se e quando ottieni il tuo risarcimento. Contattaci e portiamo a casa quello che ti spetta.
Non te lo diciamo solo noi. Guarda chi ce l'ha gia fatta.
Tamponamento con colpo di frusta a Bologna
L'assicurazione offriva 12.000 euro dicendo che era il massimo. Abbiamo rifatto la perizia medica e calcolato il danno per intero. Risultato: 38.500 euro, tre volte tanto.
Ringrazio il sign Marchi x disponibilita e professionalita nella risoluzione del mio sinistro.
Ho ottenuto tutti i soldi che mi aspettavano dall'assicurazione. Mi hanno seguito passo e aiutato in tutte le procedure per l'incidente subito. Anche gli avvocati con cui collaborano sono super competenti.
Hai ancora dubbi sul tuo caso? Scrivici o chiamaci, la prima consulenza e sempre gratuita.
Domande frequenti
Quanto tempo ci vuole per ottenere il risarcimento?
Dipende dalla complessità del caso e dalla guarigione. La valutazione medico legale si fa solo a stabilizzazione avvenuta, quindi bisogna aspettare che la tibia sia guarita. Da quel momento i tempi variano, ma con una gestione seria si accorciano parecchio.
Una frattura composta di tibia dà comunque diritto a un risarcimento?
Sì. Anche se guarisce bene e senza postumi permanenti, hai comunque diritto al risarcimento dei giorni di invalidità temporanea, delle spese mediche e dell'eventuale mancato guadagno. Il danno temporaneo esiste a prescindere dai postumi.
Se ho ancora placche e viti nella gamba, conta di più?
Spesso sì. I mezzi di sintesi allungano i tempi, richiedono a volte un secondo intervento per la rimozione e possono lasciare postumi che fanno salire i punti di invalidità, avvicinandoti o superando la soglia del 9%.
L'assicurazione mi ha già fatto un'offerta, posso ancora farmi assistere?
Certo, purché tu non abbia già firmato la liberatoria a saldo. Finché non accetti formalmente, sei libero di far valutare il caso e verificare se l'offerta è congrua. Molto spesso la prima proposta è più bassa del dovuto.
Quanto costa la vostra consulenza?
Nulla in anticipo. La valutazione iniziale è gratuita e non paghi consulenze durante la pratica. Il compenso è legato al risultato: incassiamo solo se e quando tu ottieni il risarcimento.
Equipe Legale Gruppo Fast Risarcimenti. Oltre 25 anni di esperienza nel risarcimento danni, piu di 50 milioni di euro recuperati per i nostri assistiti. Le informazioni si basano su sentenze della Corte di Cassazione, decreti ministeriali e normativa vigente.
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