Quanto paga l'assicurazione per una frattura al polso nel 2026
Ti sei rotto il polso dopo un incidente o una caduta in bici? Ecco come si calcola davvero il risarcimento nel 2026, tra micropermanenti, mano dominante e postumi.

Aggiornato a luglio 2026
Ti sei fratturato il polso. Magari dopo un tamponamento, magari dopo una caduta dalla bici o dallo scooter. Ora hai il gesso, il dolore e una domanda che ti gira in testa: quanto mi deve pagare l'assicurazione? La risposta onesta è che dipende. Non esiste una cifra fissa stampata su un tariffario. Il risarcimento di una frattura al polso si costruisce su più voci, e sapere come funziona ti evita di accettare la prima offerta al ribasso.
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Perché la frattura al polso non ha un prezzo fisso
La frattura più comune del polso è quella del radio distale, la classica frattura di Colles. Succede quando cadi in avanti e istintivamente metti la mano per proteggerti. In bici, in moto, o anche solo scivolando dopo un urto in auto. Il polso incassa tutto il peso e l'osso cede.
L'assicurazione non paga un forfait. Paga in base a quanto quella frattura ha inciso sulla tua vita e sul tuo corpo. Due persone con la stessa radiografia possono ricevere cifre molto diverse, perché cambiano l'età, la mano coinvolta, i giorni di stop e soprattutto i postumi che restano dopo la guarigione.
- Il danno biologico permanente, cioè i postumi che ti restano per sempre
- L'invalidità temporanea, i giorni in cui sei stato limitato durante la guarigione
- Le spese mediche documentate, dalle visite alla riabilitazione
Qui si gioca la parte più importante del risarcimento.
I punti di invalidità di una frattura al polso
Qui si gioca la parte più importante del risarcimento. Una frattura al polso che guarisce bene, senza complicazioni, di solito rientra nelle micropermanenti, cioè la fascia da 1 a 9 punti percentuali di invalidità. Spesso si parla di pochi punti quando la mobilità torna quasi normale.
Ma attenzione. Se restano rigidità, dolore cronico, riduzione della mobilità del polso o della forza nella presa, i punti salgono. E qui la valutazione del medico legale diventa decisiva. Una frattura scomposta, trattata con placca e viti (i cosiddetti mezzi di sintesi), lascia più spesso postumi articolari rispetto a una frattura semplice ridotta col solo gesso.
Se i postumi superano i 9 punti, non si applica più la tabella delle micropermanenti ma si passa alle Tabelle di Milano, che valorizzano in modo più ampio il danno. La differenza economica tra restare a 8 punti o salire a 10 può essere notevole, ecco perché la perizia va fatta bene e non va lasciata solo al medico dell'assicurazione.
Quanto vale un punto di invalidità nel 2026
Per le micropermanenti da incidente stradale, il valore del punto base è fissato dal TUN 2026, la tabella unica nazionale. Il punto base per il 2026 è pari a 963,40 euro. Su questo valore si applicano poi i coefficienti in base all'età e al numero di punti, perché più punti hai, più ogni singolo punto vale.
Facciamo un esempio concreto per farti capire. Se la tua frattura al polso viene valutata, mettiamo, 4 punti di danno biologico, il conto non è semplicemente 4 per 963,40. Il calcolo tiene conto della tua età (più sei giovane, più vale) e della progressività dei punti. A questo si aggiungono poi i giorni di invalidità temporanea e le spese.
Sopra i 9 punti, come detto, si esce dal TUN e si entra nelle Tabelle di Milano, con importi per punto sensibilmente più alti. Per questo la corretta quantificazione dei postumi non è un dettaglio, è il cuore del risarcimento.
Perché la mano dominante conta di più
Ti sei rotto il polso destro e sei destrimane? Il danno per te vale di più. Sembra ovvio, ma nella pratica va documentato e fatto valere. La mano dominante è quella con cui scrivi, lavori, fai la maggior parte dei gesti quotidiani. Una limitazione sulla mano dominante incide di più sulla tua capacità di fare le cose, e la valutazione medico legale deve tenerne conto.
Se poi il tuo lavoro dipende dall'uso delle mani, pensa a un artigiano, un cuoco, un parrucchiere, un fisioterapista, allora entra in gioco anche il danno patrimoniale, cioè la perdita di guadagno legata alla ridotta capacità lavorativa. È una voce a parte, che si somma al danno biologico.

I giorni di invalidità temporanea
Oltre ai postumi permanenti, l'assicurazione ti deve pagare il periodo in cui la frattura ti ha limitato. Si chiama invalidità temporanea e si divide in totale (ITT) e parziale (ITP). Il periodo col gesso, ad esempio, spesso rientra tra i giorni di limitazione più marcata, e la fase di riabilitazione successiva viene valutata come parziale, magari al 50 o al 25 per cento.
Ogni giorno ha un valore economico riconosciuto. Più lungo è stato il tuo percorso di guarigione, più questa voce pesa. Ecco perché è fondamentale conservare tutto: referti, certificati, date del gesso, sedute di fisioterapia. Ogni documento è un pezzo del tuo risarcimento.
- Certificato di pronto soccorso e prima radiografia
- Referti ortopedici e verbale di eventuale intervento con placca e viti
- Prescrizioni e ricevute della fisioterapia
- Foto del gesso e diario dei giorni di immobilizzazione
Gli errori che ti fanno perdere soldi
Il primo errore è accettare subito la proposta dell'assicurazione. Le compagnie tendono a offrire cifre basse, spesso valutando la frattura come guarita senza postumi. Ma se il tuo polso è rimasto rigido o dolorante, quei postumi valgono, e vanno riconosciuti.
Il secondo errore è farsi valutare solo dal medico della compagnia. Il loro perito lavora per loro, non per te. Serve un medico legale di parte che difenda i tuoi interessi e quantifichi correttamente il danno biologico. Il terzo errore è chiudere la pratica troppo presto, prima che la frattura sia davvero stabilizzata: i postumi si valutano a guarigione avvenuta, non prima.
In sintesi
Non sai quanto vale davvero la tua frattura al polso? Il modo migliore per scoprirlo è farla valutare da chi difende te, non l'assicurazione. Gruppo Fast Risarcimenti ti offre una valutazione gratuita del tuo caso, senza impegno. Non anticipi nulla: paghi solo a risarcimento ottenuto. Se non otteniamo il tuo risarcimento, tu non paghi niente. Contattaci e scopri quanto ti spetta davvero.
Non te lo diciamo solo noi. Guarda chi ce l'ha gia fatta.
Tamponamento con colpo di frusta a Bologna
L'assicurazione offriva 12.000 euro dicendo che era il massimo. Abbiamo rifatto la perizia medica e calcolato il danno per intero. Risultato: 38.500 euro, tre volte tanto.
Ringrazio il sign Marchi x disponibilita e professionalita nella risoluzione del mio sinistro.
Ho ottenuto tutti i soldi che mi aspettavano dall'assicurazione. Mi hanno seguito passo e aiutato in tutte le procedure per l'incidente subito. Anche gli avvocati con cui collaborano sono super competenti.
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Domande frequenti
Quanto tempo ho per chiedere il risarcimento dopo una frattura al polso?
Se la frattura deriva da un incidente stradale, hai in genere due anni per agire. Ma non aspettare l'ultimo momento: prima raccogli i documenti e fai valutare i postumi, più forte è la tua posizione.
L'assicurazione mi paga anche la fisioterapia?
Sì, le spese mediche documentate e necessarie, inclusa la riabilitazione, rientrano nel risarcimento. Conserva sempre ricevute e prescrizioni: senza documenti quelle spese non vengono riconosciute e perdi soldi che ti spettano.
Se mi hanno messo placca e viti, il risarcimento aumenta?
Spesso sì. Un intervento con mezzi di sintesi indica una frattura più seria e lascia più frequentemente postumi articolari come rigidità e riduzione della mobilità, che fanno salire i punti di danno biologico e quindi l'importo.
Posso ancora chiedere qualcosa se il polso è guarito bene?
Sì. Anche senza postumi permanenti ti spettano l'invalidità temporanea per i giorni col gesso e in riabilitazione, più le spese mediche. Il risarcimento non esiste solo se restano danni permanenti.
Quanto costa farmi seguire da un consulente per il risarcimento?
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