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Incidenti stradali

Disturbo post traumatico da stress: punti di invalidità e TUN 2026

Ansia alla guida, incubi, attacchi di panico dopo l'incidente: anche il danno psichico dà punti di invalidità. Come si dimostra il disturbo post traumatico e come si calcola il risarcimento.

GFREquipe Legale Gruppo Fast Risarcimenti 3 agosto 2026 4 min di lettura
Disturbo post traumatico da stress: punti di invalidità e TUN 2026
Incidenti stradali — Gruppo Fast Risarcimenti

Aggiornato a agosto 2026

Le fratture si vedono nelle radiografie. Gli incubi no. Eppure per molte vittime di incidenti la parte peggiore comincia dopo la guarigione fisica: ansia appena si sale in auto, flashback dell'urto, notti insonni, attacchi di panico nel traffico. Ha un nome clinico, disturbo post traumatico da stress, ed è un danno risarcibile a tutti gli effetti: dà punti di invalidità come una lesione fisica. Il problema è che le compagnie tendono a ignorarlo, e i danneggiati spesso nemmeno sanno di poterlo chiedere. Vediamo come si dimostra e come si calcola.

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Il danno psichico è danno biologico a tutti gli effetti

Primo punto fermo: il danno biologico è la lesione all'integrità psicofisica della persona. Psico e fisica: la salute mentale sta dentro la definizione con lo stesso rango di quella del corpo. Un disturbo post traumatico da stress che deriva dall'incidente è una menomazione dell'integrità psichica, e come tale viene valutata in punti percentuali di invalidità dal medico legale.

Questo significa che si applica lo stesso impianto delle lesioni fisiche: inabilità temporanea per il periodo acuto del disturbo, invalidità permanente se i sintomi si cronicizzano nonostante le cure, quantificazione secondo i barème medico legali e le tabelle di legge.

Il disturbo post traumatico non è l'unico quadro rilevante: dopo un incidente possono strutturarsi disturbi d'ansia, disturbi dell'adattamento, episodi depressivi reattivi. Ognuno ha una sua collocazione nei barème, con gradi diversi a seconda dell'intensità e della risposta alle terapie.

Il quadro clinico ha caratteristiche precise, e riconoscerle presto cambia sia la salute sia la pratica risarcitoria.

Come si riconosce il disturbo post traumatico da incidente

Il quadro clinico ha caratteristiche precise, e riconoscerle presto cambia sia la salute sia la pratica risarcitoria. I segnali più frequenti dopo un sinistro stradale o un infortunio grave:

  • Rivivere l'evento: flashback, incubi ricorrenti, immagini intrusive dell'urto
  • Evitamento: non riuscire più a guidare, evitare il luogo dell'incidente, rinunciare a spostamenti
  • Iperattivazione: sonno disturbato, irritabilità, sussulti esagerati, ipervigilanza alla guida
  • Sintomi d'ansia e umore deflesso: attacchi di panico, apatia, distacco dagli affetti e dalle attività di prima

La prova: senza percorso clinico non c'è risarcimento

Qui sta il punto che decide le pratiche. Il danno psichico non si può "mostrare" come una cicatrice: si dimostra con la documentazione clinica. Se soffri e non ti curi, per la compagnia semplicemente il danno non esiste.

Il percorso corretto parte dal medico di base e passa per lo specialista: psichiatra o psicologo clinico, con diagnosi formalizzata, un piano di trattamento (psicoterapia, eventuale terapia farmacologica) e certificazioni che documentino l'evoluzione nel tempo. Ogni seduta, ogni prescrizione, ogni relazione clinica è un mattone della prova.

Serve anche il nesso causale: la documentazione deve collegare l'insorgenza dei sintomi all'incidente. Un disturbo comparso a ridosso dell'evento, in una persona senza storia psichiatrica precedente, ha un nesso lineare. Se esistevano fragilità pregresse, il medico legale valuta quanto l'incidente le ha aggravate: l'aggravamento è comunque risarcibile.

Quanti punti vale e come si calcola con la TUN 2026

La valutazione in punti spetta al medico legale, di regola con il supporto di uno specialista psichiatra, sulla base dei barème. L'entità dipende dall'intensità del quadro, dalla cronicizzazione e dalla risposta alle cure: i disturbi più lievi e transitori si collocano nei gradi bassi, i quadri strutturati e resistenti ai trattamenti salgono in modo significativo.

Per il calcolo economico valgono le regole generali: fino al 9% di invalidità si applica la Tabella Unica Nazionale, con punto base 2026 di 963,40 euro moltiplicato per il coefficiente di grado e il correttivo per età; oltre il 9% il riferimento sono le Tabelle di Milano. Al permanente si aggiungono i giorni di inabilità temporanea del periodo acuto e le spese di cura, psicoterapia inclusa.

Un aspetto spesso trascurato: se l'incidente ha causato anche lesioni fisiche, il danno psichico non si somma aritmeticamente ma viene valutato nel quadro complessivo dei postumi. La differenza tra una valutazione che considera il profilo psichico e una che lo ignora può valere diversi punti percentuali, cioè migliaia di euro.

Incidenti stradali — approfondimento
Incidenti stradali: ogni caso va valutato singolarmente da un legale.

Perché le compagnie lo contestano (e come si risponde)

Il danno psichico è il bersaglio preferito dei medici fiduciari delle compagnie, per un motivo semplice: è meno oggettivabile di una frattura. Le contestazioni ricorrenti: "sintomatologia soggettiva non verificabile", "disturbo preesistente", "reazione fisiologica destinata a risolversi".

La risposta è sempre la stessa: rigore clinico. Una diagnosi specialistica formalizzata, test psicodiagnostici somministrati da professionisti, continuità delle cure e una consulenza medico legale di parte con supporto psichiatrico. Davanti a un fascicolo così, la tesi della "sintomatologia soggettiva" regge poco, in trattativa e ancora meno in giudizio.

Un errore da non fare: interrompere la psicoterapia a metà. Oltre al danno per la salute, l'interruzione regala alla compagnia l'argomento che il disturbo si era risolto o che il mancato miglioramento dipende da te. Il percorso va completato e documentato fino alla stabilizzazione.

Chi può chiederlo: non solo il ferito

Il disturbo post traumatico non colpisce solo chi era al volante. Lo sviluppano i passeggeri, i pedoni investiti, i motociclisti. E in certi casi anche chi ha assistito all'evento o i familiari delle vittime: nei sinistri mortali, il trauma psichico dei congiunti è una componente riconosciuta del danno, che si affianca al danno da perdita del rapporto parentale.

Anche negli infortuni sul lavoro il profilo psichico conta: cadute dall'alto, incidenti con macchinari, aggressioni sul posto di lavoro lasciano spesso strascichi post traumatici che vanno valutati accanto alle lesioni fisiche, sia in sede INAIL sia verso il responsabile civile.

In sintesi

Se dopo l'incidente non sei più quello di prima, non è debolezza: è un danno, e la legge lo riconosce. Il primo passo è curarti, il secondo è non lasciare che la compagnia faccia finta di niente. Gruppo Fast Risarcimenti valuta gratuitamente il tuo caso con medici legali e specialisti, costruisce la prova del danno psichico e lo quantifica insieme alle altre voci. Nessun anticipo: il compenso solo a risarcimento ottenuto.

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Contenuto revisionato da Gabriele Marchi, Fondatore e Responsabile Editoriale. La nostra redazione di avvocati civilisti e medici legali valida ogni articolo prima della pubblicazione.

Domande frequenti

Il disturbo post traumatico dà davvero punti di invalidità?

Sì. Il danno biologico comprende la lesione dell'integrità psichica: un disturbo post traumatico documentato viene valutato in punti percentuali dal medico legale e liquidato con la TUN fino al 9% o con le Tabelle di Milano oltre.

Non ho mai visto uno psicologo: posso chiedere il danno psichico lo stesso?

Senza documentazione clinica la richiesta non regge. Il percorso giusto è iniziare subito la valutazione specialistica: la diagnosi e le cure documentate sono la prova del danno, oltre che la strada per stare meglio.

Soffrivo già d'ansia prima dell'incidente: perdo il diritto?

No. Se l'incidente ha aggravato una condizione preesistente, l'aggravamento è risarcibile. Il medico legale distingue lo stato precedente dal peggioramento causato dall'evento e quantifica la differenza.

Le sedute di psicoterapia vengono rimborsate?

Sì, le spese di cura documentate e collegate all'evento rientrano nel risarcimento, comprese le sedute già sostenute e, se la consulenza medico legale le motiva, quelle future necessarie alla stabilizzazione.

A cura di

Equipe Legale Gruppo Fast Risarcimenti. Oltre 25 anni di esperienza nel risarcimento danni, piu di 50 milioni di euro recuperati per i nostri assistiti. Le informazioni si basano su sentenze della Corte di Cassazione, decreti ministeriali e normativa vigente.

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