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Malasanità

Embolia e trombosi dopo il ricovero: risarcimento per mancata profilassi

Dopo un intervento o un lungo allettamento arriva la trombosi o l'embolia polmonare. Se l'ospedale non ha fatto la profilassi antitrombotica può essere errore medico risarcibile.

GFREquipe Legale Gruppo Fast Risarcimenti 24 luglio 2026 3 min di lettura
Embolia e trombosi dopo il ricovero: risarcimento per mancata profilassi
Malasanità — Gruppo Fast Risarcimenti

Aggiornato a luglio 2026

Un intervento riuscito, un ricovero tranquillo, le dimissioni. Poi, a distanza di giorni, la gamba gonfia, il dolore al polpaccio, il fiato corto. Trombosi venosa profonda, a volte embolia polmonare. Ti dicono che sono rischi noti della chirurgia e dell'allettamento. Vero. Ma proprio perché sono noti, l'ospedale ha il dovere di prevenirli con la profilassi antitrombotica. Quando non lo fa, o lo fa male, quella complicanza può diventare un errore medico risarcibile.

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Cos'è la profilassi antitrombotica e perché è dovuta

Chirurgia, immobilità prolungata, fratture, alcuni quadri clinici: sono situazioni che aumentano in modo conosciuto il rischio di formazione di trombi. La medicina ha da tempo protocolli precisi per gestirlo: farmaci anticoagulanti come le eparine, calze elastiche compressive, mobilizzazione precoce del paziente.

La valutazione del rischio tromboembolico è parte integrante delle regole dell'arte. Ogni paziente ricoverato per un intervento o allettato a lungo va inquadrato: fattori di rischio, tipo di chirurgia, storia personale. Da quell'inquadramento discende la profilassi adeguata. Non è una scelta discrezionale, è uno standard di cura.

Il punto giuridico è lo stesso di ogni caso di responsabilità sanitaria: distinguere la complicanza inevitabile dall'evento che una condotta corretta avrebbe evitato.

Quando la trombosi diventa errore medico

Il punto giuridico è lo stesso di ogni caso di responsabilità sanitaria: distinguere la complicanza inevitabile dall'evento che una condotta corretta avrebbe evitato. Una trombosi può verificarsi anche con profilassi perfetta. Ma diversi scenari fanno pendere la bilancia verso l'errore.

  • Profilassi mai prescritta a paziente con fattori di rischio evidenti
  • Dosaggio o durata del farmaco inadeguati rispetto ai protocolli
  • Sospensione della profilassi senza motivo documentato
  • Dimissioni senza indicazioni sulla terapia da proseguire a casa
  • Sintomi riferiti in reparto e non indagati: gamba gonfia, dolore, dispnea
  • Diagnosi tardiva della trombosi già in atto, con aggravamento evitabile

La prova è nella cartella clinica

Tutto quello che serve per capire se il tuo caso è risarcibile sta scritto, o clamorosamente non scritto, nella cartella clinica: la valutazione del rischio, la prescrizione della profilassi, gli orari di somministrazione, la lettera di dimissione con le indicazioni. Richiederla è un tuo diritto e la struttura deve consegnarla.

Sulla cartella lavora poi il medico legale, insieme a uno specialista, per rispondere alle due domande decisive: la profilassi era dovuta e adeguata? E se fosse stata fatta correttamente, l'evento si sarebbe evitato con ragionevole probabilità? Se le risposte sono no alla prima e sì alla seconda, la responsabilità della struttura prende corpo. La Legge 24/2017 disegna qui una responsabilità contrattuale della struttura, con termini di prescrizione di dieci anni, mentre verso il singolo medico il termine è di cinque.

Cosa si può chiedere

Le conseguenze di una trombosi o di un'embolia vanno dal danno transitorio guarito senza postumi fino a esiti permanenti seri: sindrome post trombotica, danni respiratori, limitazioni funzionali. Il risarcimento copre il danno biologico permanente e temporaneo, le spese mediche, il danno morale e le ricadute su lavoro e reddito.

Nei casi più gravi, quando l'embolia polmonare è fatale, il diritto al risarcimento passa ai familiari: danno parentale secondo le Tabelle di Milano, oltre alle voci patrimoniali. Per le lesioni di lieve entità in ambito sanitario il riferimento tabellare è la TUN, mentre per i danni gravi restano le Tabelle di Milano. La quantificazione seria arriva solo dopo la perizia medico legale.

Malasanità — approfondimento
Malasanità: ogni caso va valutato singolarmente da un legale.

Il percorso: prima stragiudiziale, poi eventualmente il giudice

La strada comincia quasi sempre in via stragiudiziale: raccolta della cartella, perizia di parte, richiesta formale alla struttura e alla sua assicurazione. Molte pratiche fondate si chiudono qui, con una transazione. Se la struttura nega tutto, prima della causa è previsto un passaggio obbligatorio di conciliazione, tramite accertamento tecnico preventivo o mediazione.

Sono passaggi tecnici dove la qualità della perizia pesa più di ogni altra cosa. Un caso ben documentato sul piano medico legale arriva alla conciliazione con numeri solidi e spesso la controparte preferisce chiudere. Un caso presentato male muore prima ancora di cominciare, anche quando l'errore c'era.

Gli errori da non fare

Il primo: lasciar passare il tempo. I ricordi sfumano, i documenti si disperdono e la prescrizione corre. Il secondo: accontentarsi delle spiegazioni verbali del reparto. La frase è una complicanza, capita chiude la conversazione, non la questione: la risposta vera sta nella cartella e nella perizia.

Il terzo errore è muoversi da soli contro una struttura sanitaria, che ha ufficio legale e assicurazione abituati a queste partite. La responsabilità sanitaria è la materia più tecnica dell'infortunistica: si vince con specialisti, documenti completi e una strategia costruita, non con le lettere arrabbiate.

In sintesi

Se dopo un ricovero o un intervento hai avuto una trombosi o un'embolia e la profilassi mancava o era inadeguata, non liquidarla come sfortuna: fai verificare la cartella clinica da chi lo fa di mestiere. Gruppo Fast Risarcimenti analizza gratis il tuo caso con i propri medici legali, e se ci sono i presupposti segue la pratica contro struttura e assicurazione. Nessun anticipo: paghi solo a risarcimento ottenuto.

Storie vere

Non te lo diciamo solo noi. Guarda chi ce l'ha gia fatta.

Caso reale

Errore chirurgico a Milano

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142.000 €

L'ospedale negava ogni colpa. Abbiamo aperto la causa, ottenuto la perizia del giudice e dimostrato l'errore. Il giudice ha condannato a 142.000 euro piu le spese.

Pratica chiusa in 14 mesi. Dati anonimizzati dai nostri archivi.

Sono molto soddisfatta del lavoro eseguito dalla Dott.ssa Denise. Ho avuto un sinistro abbastanza complicato. In breve tempo mi hanno risolto il tutto e sono già stata liquidata. Molto professionali, gentili e disponibili. Consiglio vivamente.

Maura Avanzi
Novembre 2025 · Recensione verificata

Mi sono trovato molto bene, ti seguono su qualsiasi cosa hai bisogno. Lo consiglio.

Mehdi Mountadir
Novembre 2025 · Recensione verificata
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Contenuto revisionato da Gabriele Marchi, Fondatore e Responsabile Editoriale. La nostra redazione di avvocati civilisti e medici legali valida ogni articolo prima della pubblicazione.

Domande frequenti

L'ospedale dice che la trombosi è una complicanza nota: fine della storia?

No. Che il rischio sia noto è esattamente il motivo per cui esiste la profilassi. La domanda giusta è se la prevenzione era dovuta, se è stata fatta secondo i protocolli e se l'evento era evitabile. Risponde la perizia, non il reparto.

Come faccio a sapere se mi hanno fatto la profilassi?

Dalla cartella clinica: valutazione del rischio, prescrizioni, somministrazioni registrate, lettera di dimissione. Hai diritto a ottenerne copia dalla struttura, ed è il primo passo di qualsiasi verifica.

Quanto tempo ho per agire?

Verso la struttura sanitaria la responsabilità è contrattuale e si prescrive in dieci anni; verso il singolo medico in cinque. Meglio comunque muoversi presto: la qualità delle prove non aspetta la scadenza dei termini.

Il mio familiare è morto per embolia polmonare dopo le dimissioni: possiamo agire?

Sì, se emerge che profilassi o diagnosi sono mancate. Ai familiari spetta il danno parentale secondo le Tabelle di Milano, oltre alle voci patrimoniali. Serve la cartella clinica e una valutazione medico legale del caso.

A cura di

Equipe Legale Gruppo Fast Risarcimenti. Oltre 25 anni di esperienza nel risarcimento danni, piu di 50 milioni di euro recuperati per i nostri assistiti. Le informazioni si basano su sentenze della Corte di Cassazione, decreti ministeriali e normativa vigente.

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