Gruppo Fast Risarcimenti
Infortunio sul lavoro

Saldatore: occhi bruciati e fumi, quando spetta il risarcimento oltre all'INAIL

Colpo d'arco agli occhi o danni respiratori da fumi di saldatura? Sono infortunio o malattia professionale. Se mancavano le protezioni, hai diritto anche al danno differenziale.

GFREquipe Legale Gruppo Fast Risarcimenti 16 agosto 2026 3 min di lettura
Saldatore: occhi bruciati e fumi, quando spetta il risarcimento oltre all'INAIL
Infortunio sul lavoro — Gruppo Fast Risarcimenti

Aggiornato a agosto 2026

Fai il saldatore e hai gli occhi bruciati dopo una giornata di lavoro, oppure hai respirato fumi che ti hanno rovinato la vista o le vie respiratorie? Non è "il mestiere che è così". È un infortunio o una malattia professionale, e come tale va indennizzato dall'INAIL, con in più la possibilità di un risarcimento se il datore non ti ha protetto. Ti spiego cosa spetta e come muoverti.

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Occhi bruciati dalla saldatura: infortunio a tutti gli effetti

La cheratocongiuntivite da arco elettrico, il classico "colpo d'arco" agli occhi, è un evento acuto: succede in un momento preciso, durante la lavorazione, per l'esposizione alla radiazione senza protezione adeguata. È a tutti gli effetti un infortunio sul lavoro.

Come ogni infortunio, va denunciato subito. Vai al pronto soccorso, fatti rilasciare il certificato con la prognosi e comunica l'accaduto al datore, che deve trasmettere la denuncia all'INAIL. L'INAIL copre l'inabilità temporanea e, se restano postumi permanenti alla vista, anche il danno biologico. Non minimizzare: le lesioni oculari da saldatura possono lasciare esiti seri.

I fumi di saldatura: la malattia professionale

Diverso il caso dei fumi. L'esposizione prolungata a fumi metallici, ossidi e gas della saldatura può provocare danni respiratori che si sviluppano nel tempo. Qui non parliamo di infortunio ma di malattia professionale.

La malattia professionale è indennizzata dall'INAIL quando è causata dall'attività lavorativa. Servono la diagnosi medica, il collegamento con l'esposizione professionale e la denuncia con il certificato medico. I tempi di riconoscimento sono più complessi rispetto all'infortunio, perché va provato il nesso tra la patologia e anni di esposizione ai fumi, ma il diritto c'è.

La differenza tra infortunio e malattia professionale

Capire in quale delle due categorie rientri il tuo caso è fondamentale, perché cambiano procedura e prove.

  • Infortunio: evento acuto e improvviso, come il colpo d'arco agli occhi. Denuncia immediata
  • Malattia professionale: sviluppo lento nel tempo, come i danni respiratori da fumi. Denuncia alla comparsa dei sintomi
  • Per l'infortunio conta il momento preciso, per la malattia conta la storia di esposizione
  • Entrambi indennizzati dall'INAIL, ma con iter e documentazione diversi

Quando spetta il risarcimento oltre all'INAIL

Qui sta il punto che cambia le cifre. L'INAIL indennizza, ma non copre tutto il danno. Se il tuo problema agli occhi o alle vie respiratorie è nato perché il datore non ti ha fornito i dispositivi di protezione adeguati, maschera per saldatura, aspirazione dei fumi, protezioni per gli occhi, allora c'è una responsabilità del datore.

In questo caso puoi chiedere il danno differenziale: la parte di danno che l'INAIL non copre, come il danno morale e la quota di danno biologico non indennizzata. È un importo che spesso supera quello riconosciuto dall'INAIL. La chiave è provare che la protezione mancava o era inadeguata rispetto al rischio.

Infortunio sul lavoro — approfondimento
Infortunio sul lavoro: ogni caso va valutato singolarmente da un legale.

Le protezioni che il datore doveva garantire

Il datore di lavoro ha l'obbligo di valutare il rischio e fornire i mezzi per neutralizzarlo. Nella saldatura questo significa dispositivi precisi.

Maschera o schermo con filtro adeguato per proteggere gli occhi dalla radiazione. Sistemi di aspirazione o ventilazione per allontanare i fumi. Dispositivi di protezione delle vie respiratorie quando l'aspirazione non basta. Formazione sull'uso corretto. Se uno di questi mancava, o se ti hanno lasciato saldare senza protezioni, la responsabilità del datore è concreta e apre la porta al risarcimento oltre l'indennizzo INAIL.

Cosa fare per tutelarti

Muoviti con metodo. Per gli occhi: pronto soccorso subito, certificato, denuncia INAIL tramite il datore, e conserva ogni referto oculistico. Per i fumi: fatti seguire da uno specialista, documenta la diagnosi e la storia di esposizione, e presenta la denuncia di malattia professionale.

In entrambi i casi, annota se i dispositivi di protezione c'erano o mancavano, se hai fatto la formazione, se avevi segnalato il problema. Questi dettagli decidono se, oltre all'INAIL, hai diritto anche al danno differenziale verso il datore. Non aspettare: per la malattia professionale in particolare, prima raccogli le prove, più solida è la pratica.

In sintesi

Occhi bruciati o vie respiratorie danneggiate dalla saldatura? Hai diritto all'indennizzo INAIL e, se mancavano le protezioni, anche al risarcimento del danno differenziale verso il datore. Il Gruppo Fast Risarcimenti valuta gratuitamente il tuo caso, distingue infortunio e malattia professionale e quantifica quanto ti spetta oltre l'INAIL con i propri medici legali. Nessun anticipo: paghi solo a risarcimento ottenuto.

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Paolo Giuseppe Gallo
Luglio 2025 · Recensione verificata
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Contenuto revisionato da Gabriele Marchi, Fondatore e Responsabile Editoriale. La nostra redazione di avvocati civilisti e medici legali valida ogni articolo prima della pubblicazione.

Domande frequenti

Gli occhi bruciati dalla saldatura sono un infortunio o una malattia?

Il colpo d'arco agli occhi è un infortunio: evento acuto e improvviso durante il lavoro. Va denunciato subito con pronto soccorso e certificato. I danni respiratori da fumi, che si sviluppano nel tempo, sono invece malattia professionale.

L'INAIL copre tutto il danno agli occhi o ai polmoni?

No. L'INAIL indennizza inabilità temporanea e postumi, ma non copre l'intero danno. Se mancavano le protezioni, puoi chiedere al datore il danno differenziale, cioè la parte non coperta, incluso il danno morale. Spesso è la quota più consistente.

Il datore non mi ha dato la maschera adeguata: posso chiedere il risarcimento?

Sì. Se il datore non ha fornito i dispositivi di protezione adeguati o l'aspirazione dei fumi, c'è una sua responsabilità che apre il diritto al danno differenziale, oltre all'indennizzo INAIL. Vanno provate la mancanza o l'inadeguatezza delle protezioni.

Ho sviluppato problemi respiratori dopo anni: posso ancora agire?

Sì, la malattia professionale si denuncia alla comparsa dei sintomi e i termini decorrono da lì. Serve provare il nesso tra la patologia e l'esposizione ai fumi. Prima raccogli diagnosi e storia lavorativa, più forte è la richiesta.

A cura di

Equipe Legale Gruppo Fast Risarcimenti. Oltre 25 anni di esperienza nel risarcimento danni, piu di 50 milioni di euro recuperati per i nostri assistiti. Le informazioni si basano su sentenze della Corte di Cassazione, decreti ministeriali e normativa vigente.

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