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Infortunio sul lavoro

Infortunio sul lavoro con macchinario o attrezzatura difettosa: il risarcimento

Ti sei infortunato per un macchinario guasto o un’attrezzatura non a norma? Oltre all’INAIL puoi ottenere il risarcimento del danno differenziale dal datore. Ecco come.

GFREquipe Legale Gruppo Fast Risarcimenti 2 luglio 2026 2 min di lettura
Infortunio sul lavoro con macchinario o attrezzatura difettosa: il risarcimento
Infortunio sul lavoro — Gruppo Fast Risarcimenti

Aggiornato a luglio 2026

Il macchinario si è inceppato, la protezione mancava, l’attrezzatura era usurata. E tu ci hai rimesso una mano, una gamba, la schiena. Quando un infortunio nasce da un mezzo di lavoro difettoso, non c’è solo l’INAIL. C’è la responsabilità del datore, che doveva darti strumenti sicuri. E c’è un risarcimento in più, che l’INAIL da solo non copre. Qui ti spiego come funziona e cosa puoi ottenere.

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Il datore deve darti strumenti sicuri

È un obbligo di legge, non un favore. L’articolo 2087 del codice civile impone al datore di lavoro di adottare tutte le misure necessarie a tutelare l’integrità fisica dei lavoratori. Questo include fornire macchinari e attrezzature sicure, a norma e mantenute in buono stato.

Se ti infortuni perché una macchina era difettosa, priva di protezioni o mal manutenuta, il datore ha violato questo obbligo. La sua responsabilità è chiara: doveva controllare, riparare, sostituire. Non l’ha fatto e tu ne hai pagato le conseguenze.

Qui sta l’errore che fa perdere soldi a tanti lavoratori.

INAIL e risarcimento non sono la stessa cosa

Qui sta l’errore che fa perdere soldi a tanti lavoratori. L’INAIL ti indennizza, ma non ti risarcisce tutto. Copre il danno biologico secondo le sue tabelle e una parte legata al reddito, ma lascia scoperte voci importanti.

La differenza tra quello che ti spetterebbe secondo il diritto civile e quello che l’INAIL ti dà si chiama danno differenziale. È una somma ulteriore che puoi chiedere direttamente al datore, quando l’infortunio è colpa sua. Chi si ferma all’INAIL rinuncia a questa parte senza saperlo.

Cosa copre il danno differenziale

Il danno differenziale colma il vuoto lasciato dall’indennizzo INAIL. Include voci che l’ente pubblico non riconosce o riconosce solo in parte.

  • Il danno morale, cioè la sofferenza per l’infortunio subito
  • La personalizzazione del danno biologico per il tuo caso concreto
  • La parte di danno biologico eccedente il calcolo INAIL
  • Il danno patrimoniale non coperto, come reddito perso oltre le soglie
  • Le spese e i pregiudizi che l’indennizzo non considera

Le prove che ti servono

Per ottenere il risarcimento dal datore devi dimostrare che l’infortunio è nato dal macchinario o dall’attrezzatura difettosa, e non da un tuo comportamento scorretto. Le prove giuste fanno la differenza.

  • Il referto del pronto soccorso e la denuncia di infortunio all’INAIL
  • Foto del macchinario, delle protezioni mancanti o del guasto
  • Il documento di valutazione dei rischi (DVR) aziendale
  • I registri di manutenzione, o la loro assenza
  • Testimonianze dei colleghi sullo stato dell’attrezzatura
Infortunio sul lavoro — approfondimento
Infortunio sul lavoro: ogni caso va valutato singolarmente da un legale.

Quando la colpa è aggravata

Ci sono casi in cui la responsabilità del datore è ancora più pesante. Se il macchinario era palesemente pericoloso, se erano state ignorate segnalazioni, se mancavano dispositivi di sicurezza obbligatori, la colpa è grave.

Nei casi più seri l’infortunio da attrezzatura difettosa può avere anche un risvolto penale a carico del datore o del responsabile della sicurezza. Sul piano civile, questo rafforza la tua posizione e allarga le voci di danno risarcibile. La sicurezza sul lavoro non è un dettaglio.

Attento alla tua stessa condotta

Il datore proverà a dire che l’infortunio è colpa tua: che hai usato male la macchina, che hai tolto tu la protezione, che non hai seguito le istruzioni. È la difesa classica per ridurre o azzerare il risarcimento.

Ma la giurisprudenza è severa con i datori: la loro responsabilità non viene meno per una semplice disattenzione del lavoratore, che è un rischio prevedibile da cui la macchina doveva proteggere. Solo un comportamento davvero abnorme e imprevedibile può interrompere il nesso. Per questo la ricostruzione dei fatti va fatta bene.

Il ruolo del RSPP e della formazione mancata

La sicurezza in azienda non è solo attrezzatura a norma. C’è anche la formazione: il datore deve averti addestrato all’uso corretto del macchinario e informato sui rischi. Se non l’ha fatto, la sua responsabilità cresce.

Conta anche il ruolo del responsabile del servizio di prevenzione e protezione, il RSPP, che deve valutare i rischi e proporre le misure. Se un macchinario pericoloso era noto e nessuno è intervenuto, la colpa è aggravata. Verificare la formazione ricevuta e il documento di valutazione dei rischi è spesso il modo più rapido per dimostrare la responsabilità del datore.

In sintesi

Se ti sei infortunato per un macchinario o un’attrezzatura difettosa, l’INAIL è solo il primo pezzo. Il danno differenziale, che il datore ti deve quando la colpa è sua, può valere molto e resta spesso non richiesto. Non lasciarlo sul tavolo. Porta i tuoi documenti a Gruppo Fast Risarcimenti: verifichiamo cosa ti spetta oltre l’INAIL. Valutazione gratuita, nessun anticipo, paghi solo a risarcimento ottenuto.

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L'INAIL aveva chiuso a 32.000 euro. Abbiamo dimostrato che mancavano le protezioni di sicurezza e abbiamo chiesto il danno in piu al datore. Recuperati altri 63.800 euro.

Pratica chiusa in 11 mesi. Dati anonimizzati dai nostri archivi.

La mia esperienza con i risarcimenti assicurativi e stata incredibilmente positiva. La procedura e stata rapida e trasparente, e l'assistenza clienti e stata molto professionale e disponibile. Il risarcimento e stato pagato in tempi brevi e senza problemi. Sono molto soddisfatta del servizio e lo consiglio a tutti.

Arianna Buscema
Luglio 2025 · Recensione verificata

Desidero esprimere la mia più sincera gratitudine a Fast Risarcimenti per l'assistenza e la professionalita dimostrate. La compagnia assicurativa si rifiutava di riconoscere i danni: grazie a loro sono riuscito a ottenere il risarcimento che mi spettava, senza stress. Veri professionisti.

Paolo Giuseppe Gallo
Luglio 2025 · Recensione verificata
Leggi tutte le storie e gli importi ottenuti →

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Contenuto revisionato da Gabriele Marchi, Fondatore e Responsabile Editoriale. La nostra redazione di avvocati civilisti e medici legali valida ogni articolo prima della pubblicazione.

Domande frequenti

Ho già preso l’indennizzo INAIL: posso chiedere altro?

Sì. L’indennizzo INAIL non copre tutto il danno. Puoi chiedere al datore il danno differenziale, cioè la parte eccedente, che comprende danno morale, personalizzazione e altre voci che l’INAIL non riconosce. Aver incassato l’INAIL non ti preclude questa ulteriore richiesta.

Il macchinario me l’aveva dato l’azienda: la colpa è sempre sua?

Di norma sì. Il datore ha l’obbligo di fornire attrezzature sicure e mantenute, secondo l’articolo 2087 del codice civile. Se il mezzo era difettoso o privo di protezioni, la responsabilità è sua. Deve essere lui a provare di aver adempiuto a tutti gli obblighi di sicurezza.

E se ho commesso una piccola disattenzione?

Una disattenzione ordinaria non cancella la responsabilità del datore, perché è un rischio prevedibile da cui la macchina doveva proteggerti. Solo una condotta abnorme e del tutto imprevedibile può ridurre il risarcimento. Ogni caso va ricostruito con attenzione alle prove concrete.

Quanto tempo ho per chiedere il danno differenziale?

La prescrizione per il danno da infortunio sul lavoro nei confronti del datore è di regola più lunga di quella ordinaria dei sinistri, ma i termini vanno verificati sul caso concreto. Meglio non attendere: prima ti muovi, più prove riesci a conservare sullo stato del macchinario.

A cura di

Equipe Legale Gruppo Fast Risarcimenti. Oltre 25 anni di esperienza nel risarcimento danni, piu di 50 milioni di euro recuperati per i nostri assistiti. Le informazioni si basano su sentenze della Corte di Cassazione, decreti ministeriali e normativa vigente.

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