Bonifico INAIL per infortunio: quando arriva davvero sul conto
Hai fatto la denuncia ma il bonifico INAIL non arriva. I tempi dell'indennità di inabilità temporanea dipendono da certificati e datore. Ecco le date reali e come sbloccare il pagamento.

Aggiornato a luglio 2026
Hai avuto un infortunio sul lavoro, hai fatto la denuncia e ora aspetti i soldi. Passano i giorni, il conto resta fermo e cominci a innervosirti. È normale. Il bonifico INAIL non arriva a caso: segue passaggi precisi che dipendono dai certificati medici e dal tuo datore di lavoro. Qui ti spieghiamo quando arriva davvero l'indennità di inabilità temporanea, cosa può bloccarla e come far ripartire un pagamento che non si vede.
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Cosa paga l'INAIL e da quando
Quando ti fermi per un infortunio, l'INAIL ti versa l'indennità di inabilità temporanea assoluta: una somma che sostituisce parte dello stipendio nei giorni in cui non puoi lavorare. Non copre tutto e non parte dal primo giorno.
Il giorno dell'infortunio e i tre giorni successivi restano a carico del datore di lavoro. Dal quarto giorno interviene l'INAIL: paga il 60 per cento della retribuzione media giornaliera fino al 90° giorno, poi il 75 per cento dal 91° giorno in avanti, finché il medico non ti dichiara guarito.
Questa è l'indennità temporanea. È cosa diversa dal danno biologico permanente, che l'INAIL liquida a parte, in un secondo momento, quando restano postumi stabilizzati sopra il 6 per cento.
La regola pratica è questa: il primo pagamento arriva in genere entro un mese circa dalla ricezione della denuncia completa da parte dell'INAIL.
I tempi reali del primo bonifico
La regola pratica è questa: il primo pagamento arriva in genere entro un mese circa dalla ricezione della denuncia completa da parte dell'INAIL. Ma quel "completa" è la parola chiave. Se manca un pezzo, il conto scorre da capo.
L'INAIL non può pagarti se non ha ricevuto tutto: il certificato medico telematico del pronto soccorso o del tuo medico, la denuncia inviata dal datore di lavoro entro due giorni, i dati per il bonifico. Quando la pratica è a posto, l'istruttoria è rapida. Quando manca un certificato di continuazione, il pagamento si ferma.
Perché il bonifico può ritardare
Nella maggior parte dei casi il ritardo non è un dispetto dell'Istituto. Sono inceppamenti banali che puoi risolvere.
- Il datore non ha trasmesso la denuncia, o l'ha inviata in ritardo
- Manca il certificato di continuazione: ogni volta che il medico proroga la prognosi, il nuovo certificato va inviato all'INAIL, altrimenti i giorni dopo la scadenza non vengono pagati
- L'IBAN comunicato è errato o non aggiornato
- La sede INAIL ha chiesto un chiarimento sulla dinamica e la pratica è in verifica
- Il caso è dubbio (infortunio in itinere, infortunio senza testimoni) e l'Istituto sta accertando

Come controllare a che punto è la pratica
Non restare ad aspettare al buio. Puoi verificare lo stato della tua pratica dal fascicolo online sul portale INAIL, con SPID, oppure chiamando il contact center o andando allo sportello della sede competente.
Chiedi tre cose precise: se la denuncia del datore è arrivata, se tutti i certificati medici risultano acquisiti, e se l'IBAN è quello giusto. Nove volte su dieci il blocco è uno di questi tre punti. Sistemato quello, il bonifico parte alla prima elaborazione utile.
Quando il ritardo diventa un tuo problema di soldi
C'è un caso in cui il ritardo pesa davvero: quando l'INAIL contesta l'infortunio o taglia i giorni di prognosi riconosciuti. Lì non è più questione di attesa, è questione di diritto. Se ti riconoscono meno giorni di quelli in cui sei stato fermo, o negano la natura professionale dell'evento, stai perdendo denaro.
Attenzione anche a un punto che quasi nessuno ti spiega: l'INAIL copre in base a tabelle sue, ma se l'infortunio è colpa di un terzo, per esempio un incidente stradale in orario di lavoro o l'attrezzatura difettosa di un'altra ditta, oltre all'INAIL puoi chiedere il danno differenziale al vero responsabile. È la parte di risarcimento che l'Istituto non ti copre, e spesso vale più dell'indennità stessa.
In sintesi
Se il bonifico INAIL tarda per un certificato mancante, si risolve con una telefonata. Ma se ti stanno riconoscendo meno del dovuto, o se l'infortunio è colpa di qualcun altro, lì c'è in ballo molto di più dell'indennità temporanea. Gruppo Fast Risarcimenti controlla gratis la tua pratica, verifica i giorni e i postumi riconosciuti e, quando c'è un responsabile, recupera il danno differenziale che l'INAIL non paga. Non anticipi nulla: paghi solo a risarcimento ottenuto. Scrivici per una valutazione gratuita e senza impegno.
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Caduta in cantiere a Palermo
L'INAIL aveva chiuso a 32.000 euro. Abbiamo dimostrato che mancavano le protezioni di sicurezza e abbiamo chiesto il danno in piu al datore. Recuperati altri 63.800 euro.
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Desidero esprimere la mia più sincera gratitudine a Fast Risarcimenti per l'assistenza e la professionalita dimostrate. La compagnia assicurativa si rifiutava di riconoscere i danni: grazie a loro sono riuscito a ottenere il risarcimento che mi spettava, senza stress. Veri professionisti.
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Domande frequenti
Dopo quanto arriva il primo bonifico INAIL dell'indennità?
In genere entro circa un mese dalla ricezione della denuncia completa. Se datore e certificati medici sono a posto, l'istruttoria è rapida. Il ritardo quasi sempre dipende da un documento mancante, non dall'Istituto.
Chi paga i primi giorni di infortunio?
Il giorno dell'evento e i tre successivi sono a carico del datore di lavoro. L'INAIL interviene dal quarto giorno con il 60 per cento della retribuzione, che sale al 75 per cento dopo il 90° giorno.
L'INAIL non paga i giorni dopo la scadenza del certificato: perché?
Perché serve il certificato di continuazione. Ogni proroga della prognosi va inviata all'INAIL: senza il nuovo certificato, i giorni oltre la scadenza precedente restano scoperti finché non regolarizzi.
Posso avere qualcosa in più oltre all'indennità INAIL?
Sì, se l'infortunio è causato da un terzo responsabile. In quel caso spetta il danno differenziale, cioè la parte di danno biologico e patrimoniale che l'INAIL non copre. Va chiesta al responsabile, non all'Istituto.
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