Il risarcimento cambia tra Nord e Sud? Con la TUN 2026 il punto di invalidità è uguale ovunque
Molti credono che al Nord si venga risarciti di più. Dal 2026 non è così: la Tabella Unica Nazionale fissa lo stesso punto base in tutta Italia. Ecco cosa è cambiato davvero.

Aggiornato a agosto 2026
Girano ancora tante leggende sul risarcimento. Una delle più diffuse: al Nord ti pagano di più, al Sud di meno. Fino a poco tempo fa un fondo di verità c'era, perché ogni tribunale usava tabelle diverse. Dal 2026 la storia cambia. La Tabella Unica Nazionale ha messo lo stesso valore del punto di invalidità per tutta Italia. Qui ti spiego cosa è cambiato davvero, dove la geografia conta ancora e dove non conta più.
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Da dove nasce il mito del Nord che paga di più
Il mito ha radici vere. Prima della riforma, per le lesioni sopra il 9 per cento ogni tribunale poteva usare tabelle proprie. Milano aveva le sue, Roma le sue, altri fori valori più bassi. Fare causa a Milano o a Palermo, a parità di danno, poteva dare risultati diversi.
Per le micropermanenti, invece, esisteva già da anni una tabella nazionale di legge. Ma nell'immaginario comune era rimasta l'idea che il Nord fosse più generoso. Da qui la convinzione, oggi superata, che convenga farsi risarcire a Milano.
La Tabella Unica Nazionale, introdotta con il DPR 12/2025 e operativa dal 2026, ha unificato il criterio di calcolo del danno biologico per le micropermanenti su tutto il territorio.
Cosa ha cambiato la TUN 2026
La Tabella Unica Nazionale, introdotta con il DPR 12/2025 e operativa dal 2026, ha unificato il criterio di calcolo del danno biologico per le micropermanenti su tutto il territorio. Stesso punto base, stessi coefficienti di età e di grado, stessa formula da Bolzano a Ragusa.
Il senso della riforma è proprio questo: chiudere le disparità. Che tu abbia l'incidente a Torino o a Bari, il valore di partenza del tuo punto di invalidità è identico. Le compagnie non possono più giocare sulle tabelle territoriali più basse per offrirti meno.
Il punto base uguale per tutti: 963,40 euro
Il cuore del sistema è il punto base, fissato per il 2026 a 963,40 euro. Ogni punto percentuale di invalidità permanente vale almeno quella cifra, moltiplicata per i coefficienti che tengono conto della gravità e dell'età. Il valore si rivaluta ogni anno con l'ISTAT ed è deciso a livello nazionale, non locale.
Questo vuol dire che due persone della stessa età, con lo stesso danno, una a Milano e una a Cosenza, ottengono lo stesso danno biologico. Il codice di avviamento postale non entra più nel calcolo.
Dove la geografia conta ancora
Attenzione però: non tutto è diventato uguale. La geografia conta ancora su altri piani. I tempi dei tribunali sono diversi da città a città, e una causa in un foro intasato dura di più. Anche la qualità di chi ti assiste incide sul risultato.
Un consulente esperto che documenta bene il danno e tratta con l'assicurazione porta a casa più di un'azione fatta male, ovunque tu sia. La differenza oggi non la fa il luogo, la fa chi segue la pratica e come la costruisce.

Micropermanenti e lesioni gravi: due mondi diversi
C'è una distinzione da tenere a mente. La TUN uniforma le micropermanenti, cioè le lesioni dall'1 al 9 per cento. Per le lesioni gravi, sopra il 9 per cento, il riferimento restano le tabelle di Milano, riconosciute come standard nazionale dalla Cassazione.
Quindi per un colpo di frusta o una piccola frattura il calcolo è nazionale e uniforme. Per un'invalidità seria, un politrauma, una lesione permanente importante, si applicano le tabelle milanesi, anch'esse usate su tutto il territorio. In entrambi i casi il tuo indirizzo non ti penalizza più.
Cosa significa per te nella pratica
Nella pratica questo ti toglie un'illusione e ti dà una certezza. L'illusione: non serve cercare l'avvocato di Milano sperando in tabelle più ricche. La certezza: hai uno strumento di calcolo chiaro con cui verificare se l'offerta dell'assicurazione è congrua, ovunque tu viva.
Il vero rischio non è più la geografia, è accettare una cifra bassa senza sapere quanto vale davvero il tuo punto di invalidità. Con la tabella alla mano, quel rischio si abbatte.
In sintesi
Non farti convincere che al Sud vali meno: dal 2026 il punto di invalidità è lo stesso in tutta Italia. Quello che cambia il risultato non è dove abiti, ma quanto bene viene calcolato e difeso il tuo danno. Vuoi sapere se l'offerta che hai in mano è giusta? Te lo diciamo gratis, tabella alla mano. Gruppo Fast Risarcimenti lavora in tutta Italia, zero anticipi, paghi solo a risarcimento ottenuto.
Non te lo diciamo solo noi. Guarda chi ce l'ha gia fatta.
Tamponamento con colpo di frusta a Bologna
L'assicurazione offriva 12.000 euro dicendo che era il massimo. Abbiamo rifatto la perizia medica e calcolato il danno per intero. Risultato: 38.500 euro, tre volte tanto.
Ringrazio il sign Marchi x disponibilita e professionalita nella risoluzione del mio sinistro.
Ho ottenuto tutti i soldi che mi aspettavano dall'assicurazione. Mi hanno seguito passo e aiutato in tutte le procedure per l'incidente subito. Anche gli avvocati con cui collaborano sono super competenti.
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Domande frequenti
È vero che al Nord risarciscono di più?
Non più. Fino a poco tempo fa i tribunali usavano tabelle diverse e qualche differenza c'era. Dal 2026 la Tabella Unica Nazionale ha fissato lo stesso punto base per tutta Italia. Stesso danno e stessa età danno lo stesso danno biologico ovunque.
Quanto vale un punto di invalidità nel 2026?
Il punto base 2026 è 963,40 euro, uguale in tutta Italia. Ogni punto percentuale di invalidità permanente vale almeno quella cifra, moltiplicata per i coefficienti di età e di grado. Il valore si rivaluta ogni anno con l'ISTAT.
Allora conviene fare causa a Milano?
Per le micropermanenti no, il calcolo è nazionale. Per le lesioni gravi si usano le tabelle di Milano, ma valgono su tutto il territorio come standard riconosciuto dalla Cassazione. Cercare un foro non serve: conta come viene costruita la pratica.
La TUN vale anche per la malasanità?
Sì, per le micropermanenti la Tabella Unica Nazionale si applica anche in materia sanitaria, non solo agli incidenti stradali. Per le invalidità gravi da errore medico restano le tabelle di Milano. Il criterio nazionale vale a prescindere dalla regione.
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