TUN 2026 e invalidità preesistente: come si calcola il risarcimento quando avevi già un danno prima
Se avevi già artrosi o l'esito di un vecchio incidente, l'assicurazione ci prova a sottrarti troppo. Ecco come funziona davvero lo scorporo con il TUN 2026 e come difenderti.

Aggiornato a agosto 2026
Facciamo una premessa onesta. Quasi nessuno arriva a un incidente col corpo nuovo di zecca. C'è chi ha l'artrosi al ginocchio, chi porta ancora il segno di una frattura di vent'anni fa, chi ha una spalla già mezza rovinata. E l'assicurazione lo sa benissimo. Anzi, ci punta. Perché sull'invalidità preesistente ti gioca la partita più sporca: dice che quel danno ce l'avevi già, quindi non deve pagarlo. Vediamo come stanno davvero le cose col TUN 2026.
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Cos'è lo stato anteriore e perché l'assicurazione ci punta sopra
Lo stato anteriore è la condizione fisica in cui ti trovavi prima dell'incidente. Se avevi già una menomazione, quella non è colpa di chi ti ha investito, ed è giusto che non venga risarcita. Fin qui nessuno discute. Il problema nasce dopo.
L'assicurazione prende la tua situazione preesistente e la gonfia. Trasforma una vecchia artrosi banale in un'invalidità enorme da scorporare, così quello che resta da pagare diventa una miseria. Il gioco è tutto lì: più grande fanno sembrare il tuo passato, meno ti danno oggi.
Il punto è che lo stato anteriore va provato e va valutato bene, non stimato a occhio da un perito che tira al ribasso. E qui la differenza tra prendere una cifra dignitosa e prendere le briciole la fa il medico legale che segue il tuo caso.
Con il DPR 12/2025 è entrata in vigore la nuova tabella unica nazionale per le lesioni di lieve entità, con un valore del punto base di 963,40 euro.
Come funziona lo scorporo con il TUN 2026
Con il DPR 12/2025 è entrata in vigore la nuova tabella unica nazionale per le lesioni di lieve entità, con un valore del punto base di 963,40 euro. Le lesioni gravi, quelle sopra il 9%, restano governate dalle Tabelle di Milano. Su questo impianto si innesta il ragionamento sullo scorporo.
Lo scorporo significa questo: al danno complessivo che porti oggi si sottrae la parte che avevi già prima. Ma attenzione, non è una banale sottrazione tra due numeri. Il danno non cresce in modo lineare col crescere della percentuale. Un punto in più su un'invalidità già alta pesa molto di più di un punto su una piccola.
Ecco perché fare i conti in modo grezzo, tipo 20% meno 8% uguale 12%, è quasi sempre sbagliato e quasi sempre a tuo sfavore. Il metodo corretto per considerare l'incremento reale del danno esiste, e serve un professionista che sappia applicarlo.
Il criterio differenziale spiegato con un esempio
Facciamo un caso concreto. Mettiamo che tu avessi già un'invalidità dell'8% per una vecchia artrosi al ginocchio. Dopo l'incidente il ginocchio è compromesso e la tua invalidità complessiva sale, poniamo, al 20%.
L'assicurazione ti dirà: ti risarciamo solo la differenza, il 12%. Ma qui casca l'asino. Non basta valorizzare un secco 12% come se fosse un danno partito da zero. Bisogna calcolare quanto vale il 20% col valore del punto attuale, calcolare quanto valeva l'8% preesistente, e fare la differenza tra questi due valori monetari.
Il risultato di questo criterio differenziale è quasi sempre più alto della cifra che ti propongono. Perché l'ultimo tratto di invalidità, quello che ti ha aggiunto l'incidente, vale in euro molto più della porzione iniziale che avevi già. Su lesioni serie parliamo di differenze da migliaia di euro.
Come il medico legale valuta davvero l'incremento del danno
Il medico legale serio non parte dal risultato che fa comodo all'assicurazione. Parte dalla tua storia clinica. Guarda le radiografie vecchie, le cartelle, i referti di prima. Ricostruisce con onestà quanto pesava davvero la tua condizione anteriore.
Poi valuta un aspetto che l'assicurazione finge di dimenticare: la concausa. A volte l'incidente non si somma e basta a un danno preesistente, lo aggrava in modo sproporzionato. Una spalla già debole che si lussa gravemente per un urto ti lascia una menomazione ben più grande della somma delle parti.
Il medico legale traduce tutto questo in una percentuale differenziale corretta e la motiva. Ed è proprio la motivazione che fa la differenza in trattativa, perché una valutazione argomentata l'assicurazione fatica a smontarla.
- Recupero della documentazione clinica anteriore (referti, radiografie, cartelle)
- Valutazione onesta dell'invalidità preesistente, senza gonfiarla
- Analisi della concausa e dell'eventuale aggravamento sproporzionato
- Calcolo del differenziale con il metodo corretto, non a occhio

Gli errori tipici dell'assicurazione che ti fanno perdere soldi
Il primo errore, sempre in mala fede, è gonfiare lo stato anteriore. Ti attribuiscono un'invalidità preesistente più alta di quella reale, così hanno più da scorporare. Se non hai chi controlla, passa liscio.
Il secondo è la sottrazione lineare grezza di cui parlavamo. Tolgono la percentuale vecchia da quella nuova e valorizzano solo la differenza secca, ignorando che il punto vale di più man mano che sale. Sembra tecnico, ma tradotto in euro sono soldi tuoi che restano nelle loro tasche.
Il terzo è ignorare la concausa. Fanno finta che l'incidente si sia limitato a sommarsi al tuo passato, quando invece lo ha aggravato in modo grave. E poi c'è la fretta: ti mandano un'offerta bassa sperando che tu firmi subito, magari mentre sei ancora frastornato dopo il sinistro.
Cosa devi fare tu per non farti fregare
Prima regola: non firmare la prima offerta. Mai. Un'offerta che considera un'invalidità preesistente e ti liquida in fretta va sempre verificata da un tecnico di parte tua, non dal perito che lavora per chi deve pagare.
Seconda regola: recupera e conserva tutta la documentazione medica, sia quella nuova sia quella vecchia. Proprio i referti anteriori, quelli che sembrano inutili, sono l'arma che smonta un'invalidità preesistente gonfiata a tavolino.
Terza regola: fatti affiancare da chi tratta questi casi ogni giorno. Ricorda i tempi della procedura di risarcimento diretto: l'assicurazione ha 60 giorni per formulare l'offerta in caso di lesioni, 90 se c'è contestazione sulla responsabilità. Sono finestre in cui le cose si decidono, e arrivarci preparato cambia il risultato.
In sintesi
Se hai avuto un incidente e avevi già un problema fisico, sappi che l'assicurazione userà quel problema per pagarti meno. Non lasciare che decida da sola quanto vale il tuo passato. Al Gruppo Fast Risarcimenti valutiamo il tuo caso gratuitamente, ricostruiamo lo stato anteriore con onestà e calcoliamo il differenziale nel modo giusto. Non chiediamo nessun anticipo: si paga solo a risarcimento ottenuto. Se non ottieni nulla, non ci devi niente. Contattaci e facciamo due conti veri sul tuo caso.
Non te lo diciamo solo noi. Guarda chi ce l'ha gia fatta.
Tamponamento con colpo di frusta a Bologna
L'assicurazione offriva 12.000 euro dicendo che era il massimo. Abbiamo rifatto la perizia medica e calcolato il danno per intero. Risultato: 38.500 euro, tre volte tanto.
Ringrazio il sign Marchi x disponibilita e professionalita nella risoluzione del mio sinistro.
Ho ottenuto tutti i soldi che mi aspettavano dall'assicurazione. Mi hanno seguito passo e aiutato in tutte le procedure per l'incidente subito. Anche gli avvocati con cui collaborano sono super competenti.
Hai ancora dubbi sul tuo caso? Scrivici o chiamaci, la prima consulenza e sempre gratuita.
Domande frequenti
Se avevo già un'invalidità, ho comunque diritto al risarcimento?
Sì. Hai diritto al risarcimento per l'incremento di danno causato dall'incidente. Non ti spetta la parte che avevi già, ma tutto ciò che l'incidente ha aggiunto o aggravato deve esserti pagato, calcolato con il criterio differenziale corretto.
L'assicurazione può sottrarre quanto vuole per lo stato anteriore?
No. Lo stato anteriore va provato con documentazione medica e valutato da un medico legale. Se te lo gonfiano per scorporare di più, con i referti giusti e una perizia di parte quella pretesa si può contestare e ridimensionare.
Perché la differenza tra percentuali non va calcolata a sottrazione secca?
Perché il valore del punto di invalidità non è lineare: cresce man mano che sale la percentuale. L'ultimo tratto vale in euro molto più del primo. Si calcola il valore della percentuale finale, quello della preesistente, e si fa la differenza tra i due importi.
Cosa succede se l'incidente ha aggravato un problema che già avevo?
Si valuta la concausa. Se l'incidente ha peggiorato in modo sproporzionato una condizione preesistente, la menomazione finale può essere ben più grave della semplice somma. Il medico legale lo documenta e lo fa pesare nel calcolo del risarcimento.
Quanto costa farvi seguire il caso?
Niente in anticipo. Il Gruppo Fast Risarcimenti lavora con il patto: si paga solo a risarcimento ottenuto. La valutazione iniziale del tuo caso è gratuita. Se non ottieni nulla, non ci devi nulla.
Equipe Legale Gruppo Fast Risarcimenti. Oltre 25 anni di esperienza nel risarcimento danni, piu di 50 milioni di euro recuperati per i nostri assistiti. Le informazioni si basano su sentenze della Corte di Cassazione, decreti ministeriali e normativa vigente.
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