TUN 2026: come funziona il coefficiente età nel calcolo del risarcimento
Nella TUN 2026 l'età del danneggiato cambia il risarcimento. Un ventenne prende di più di un sessantenne a parità di lesione. Ecco il meccanismo e qualche esempio pratico.

Aggiornato a giugno 2026
Il tuo risarcimento non dipende solo dalla gravità della lesione. Dipende anche dalla tua età. La TUN 2026 usa un meccanismo chiamato demoltiplicatore per età: più sei giovane, più prendi. Il motivo è semplice, un ventenne convive con quel danno per sessant'anni, un sessantenne per venti. Qui ti spieghiamo come funziona il calcolo, perché cambia così tanto e cosa puoi fare per non farti penalizzare.
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Cos'è il demoltiplicatore per età
La TUN 2026 parte da un punto base di 963,40 euro. Questo valore viene moltiplicato per il coefficiente di grado (che cresce con la gravità della lesione) e per i punti di invalidità. Ma poi interviene il demoltiplicatore per età, che riduce il risultato in funzione degli anni del danneggiato.
La logica è medico-legale: chi è più giovane porterà quella menomazione per più tempo, quindi il danno complessivo è oggettivamente maggiore. Non è una penalizzazione degli anziani, è una misura della durata della sofferenza.
Come si calcola: la regola dello 0,5% per anno
Il meccanismo è lineare. Fino a 10 anni di età non si applica alcuna riduzione. Dall'11° anno in poi, il valore del danno biologico permanente si riduce dello 0,5% per ogni anno di età.
Quindi un bambino di 8 anni prende il 100% del valore. Un ventenne subisce una riduzione del 5% (10 anni oltre il decimo). Un quarantenne del 15%. Un sessantenne del 25%. Un ottantenne del 35%.
La formula è semplice: riduzione percentuale = (età meno 10) moltiplicato per 0,5. Il risultato si sottrae dal danno biologico calcolato a punto pieno.
Perché un ventenne prende di più di un sessantenne
Facciamo un esempio concreto con un'invalidità al 5%, che ha un coefficiente di grado pari a 1,5. Il danno biologico a punto pieno sarebbe: 963,40 euro per 1,5 per 5 punti, cioè 7.225,50 euro.
Per un ventenne la riduzione è del 5%, quindi il danno biologico vale circa 6.864 euro. Per un quarantenne la riduzione è del 15%, quindi vale circa 6.142 euro. Per un sessantenne la riduzione sale al 25%, portando il valore a circa 5.419 euro.
La differenza tra ventenne e sessantenne, a parità di lesione, supera i 1.400 euro sul solo biologico permanente. E su invalidità più alte il divario cresce ancora.
L'interazione con il coefficiente di grado
Il coefficiente di grado è l'altro moltiplicatore della TUN. Va da 1,0 per l'1% di invalidità fino a 2,3 per il 9%. Questo significa che le lesioni più gravi pesano in modo più che proporzionale.
L'effetto combinato dei due coefficienti (grado ed età) è quello che determina il risarcimento finale. Un ragazzo di 25 anni con il 9% di invalidità ha un coefficiente di grado alto (2,3) e un demoltiplicatore basso (7,5% di riduzione). Il risultato è un danno biologico vicino al massimo possibile nella fascia micropermanenti.
Al contrario, un settantenne con l'1% ha il coefficiente di grado minimo (1,0) e un demoltiplicatore alto (30%). Il suo danno biologico sarà una frazione di quello del ragazzo.

Età e personalizzazione: il recupero possibile
La personalizzazione del danno, che la TUN ammette fino al 30% sul biologico, si calcola dopo il demoltiplicatore. Qui il medico legale valuta la sofferenza soggettiva, le ripercussioni sulla vita quotidiana, il tipo di lavoro svolto.
Per un anziano, la personalizzazione può in parte compensare la riduzione per età. Se la lesione ha stravolto la sua autosufficienza, se ha aggravato patologie preesistenti, se ha imposto assistenza domiciliare, la quota di personalizzazione può essere alta. È una valutazione caso per caso, e serve un professionista che la sappia documentare.
Il demoltiplicatore si applica anche al temporaneo?
No. Il demoltiplicatore per età si applica solo al danno biologico permanente. L'indennità per invalidità temporanea (ITT e ITP) ha un valore giornaliero fisso previsto dalla TUN, uguale per tutte le età.
Questo è un punto che molte compagnie confondono (o fingono di confondere). Se nella loro offerta vedi una riduzione per età anche sui giorni di malattia, stanno sbagliando il calcolo. Ed è un errore che ti costa soldi.
In sintesi
Il coefficiente di età non è un dettaglio tecnico. Può spostare il tuo risarcimento di centinaia o migliaia di euro. Se hai subito una lesione e vuoi sapere quanto vale davvero nel tuo caso specifico, contatta Gruppo Fast Risarcimenti per una valutazione gratuita. Non anticipi nulla, paghi solo quando ottieni il risarcimento.
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Domande frequenti
Quanto incide l'età sul risarcimento con la TUN 2026?
Il demoltiplicatore riduce il danno biologico permanente dello 0,5% per ogni anno a partire dall'undicesimo. Un ventenne subisce una riduzione del 5%, un quarantenne del 15%, un sessantenne del 25%. A parità di lesione la differenza può essere di diverse centinaia di euro.
Un bambino prende di più di un adulto?
Sì. Fino a 10 anni non si applica alcuna riduzione, quindi il bambino riceve il 100% del valore del punto. La logica è che convivrà con la menomazione per tutta la vita.
Il demoltiplicatore per età si applica anche ai giorni di malattia?
No. L'indennità giornaliera per invalidità temporanea ha un importo fisso uguale per tutte le età. Il demoltiplicatore si applica solo al danno biologico permanente.
Si può compensare la riduzione per età?
In parte sì, attraverso la personalizzazione del danno (fino al 30% sul biologico). Se la lesione ha avuto ripercussioni gravi sulla qualità della vita, un buon medico legale può documentarle e ottenere una personalizzazione alta.
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