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Malasanità

Tempi di liquidazione dopo la perizia medico-legale: scadenze e diritti

Hai fatto la perizia e aspetti l'offerta dell'assicurazione. I termini di legge sono 30, 60 o 90 giorni. Cosa fare se la compagnia non risponde.

GFREquipe Legale Gruppo Fast Risarcimenti 27 giugno 2026 3 min di lettura
Tempi di liquidazione dopo la perizia medico-legale: scadenze e diritti
Malasanità — Gruppo Fast Risarcimenti

Aggiornato a giugno 2026

Hai fatto la perizia medico-legale, il medico ha scritto il suo rapporto, e adesso aspetti. Ma quanto dovrai aspettare? E cosa puoi fare se l'assicurazione prende tempo? I tempi dopo la perizia sono uno dei momenti più frustranti per chi attende un risarcimento, perché sembra che non succeda nulla. In realtà ci sono scadenze precise, e conoscerle ti mette in una posizione di forza.

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Cosa succede dopo la perizia medico-legale

Il medico legale invia la relazione peritale alla compagnia assicurativa. La compagnia la riceve, la valuta internamente (spesso con un proprio medico fiduciario che "rilegge" le conclusioni), e formula un'offerta risarcitoria. O almeno, dovrebbe farlo entro i termini di legge.

I tempi previsti dal Codice delle Assicurazioni sono chiari: 30 giorni dalla ricezione della documentazione completa per i soli danni materiali, 60 giorni per i danni alla persona se c'è il CID firmato da entrambi (procedura CARD), 90 giorni per i danni alla persona senza CID congiunto.

Attenzione al trucco più comune delle compagnie: dichiarare che la documentazione non è completa per far ripartire i termini da zero.

I termini decorrono dalla documentazione completa

Attenzione al trucco più comune delle compagnie: dichiarare che la documentazione non è completa per far ripartire i termini da zero. Manca un referto, manca la perizia, manca il certificato di guarigione clinica. Ogni documento mancante è una scusa per rimandare.

Per questo è fondamentale inviare tutto in un colpo solo, con raccomandata o PEC, elencando ogni documento allegato. Così la data di ricevimento è certa e i termini decorrono senza ambiguità.

Quanto tempo passa realmente

Nella pratica, i tempi reali sono quasi sempre più lunghi di quelli legali. Tra la perizia e l'offerta passano in media 3-6 mesi, a volte di più. Le ragioni sono varie: la compagnia contesta la percentuale di invalidità del tuo perito, nomina un proprio consulente che visita il danneggiato una seconda volta, chiede integrazioni.

Non è necessariamente mala fede (a volte sì): il processo di valutazione interna ha i suoi passaggi. Ma se superano i termini di legge senza formulare un'offerta, la compagnia è in mora e maturano interessi a tuo favore.

Cosa fare se la compagnia non risponde

Se i termini sono scaduti senza offerta, hai diverse opzioni. La prima è la messa in mora: una diffida formale (raccomandata A/R o PEC) che intima il pagamento entro un termine perentorio (di solito 15 giorni). La seconda è la negoziazione assistita o la mediazione civile, obbligatorie prima di andare in causa. La terza è l'azione giudiziaria vera e propria.

La messa in mora è importante anche economicamente: dalla data di messa in mora decorrono gli interessi legali e la rivalutazione monetaria sulle somme dovute. Su risarcimenti importanti e tempi lunghi, questa voce accessoria può valere diverse migliaia di euro.

Malasanità — approfondimento
Malasanità: ogni caso va valutato singolarmente da un legale.

La seconda perizia della compagnia

Capita spesso che la compagnia, dopo aver ricevuto la tua perizia, chieda una visita medica con il proprio fiduciario. È nei suoi diritti. Il medico fiduciario della compagnia tende quasi sempre a riconoscere una percentuale di invalidità più bassa rispetto al tuo perito di parte.

Non spaventarti: è una tattica negoziale. La verità sta nel mezzo solo se il tuo perito ha gonfiato i numeri (e con un perito serio non succede). La differenza si risolve in trattativa o, se necessario, con una consulenza tecnica d'ufficio nominata dal giudice.

La guarigione clinica: quando chiedere la perizia

Un errore comune: fare la perizia medico-legale troppo presto, prima della stabilizzazione dei postumi. Il medico legale deve valutare il danno permanente, e per farlo deve aspettare che la situazione clinica si sia consolidata. Per un colpo di frusta servono almeno 6-8 mesi dall'incidente, per una frattura anche 10-12 mesi.

Fare la perizia troppo presto rischia di sottovalutare il danno. Meglio aspettare qualche settimana in più e avere una valutazione definitiva solida.

In sintesi

I tempi dopo la perizia possono sembrare infiniti, ma conoscere le scadenze e i tuoi diritti li accorcia. Gruppo Fast Risarcimenti gestisce ogni fase: dalla perizia alla trattativa, dalla messa in mora all'eventuale azione legale. Non aspettare passivamente. Consulenza gratuita, zero anticipi, paghi solo a risultato ottenuto. Chiama il 800 149 694.

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Domande frequenti

Posso fare la perizia medico-legale prima di finire le cure?

È sconsigliato. La perizia deve valutare il danno permanente, cioè quello che resta dopo la guarigione clinica. Se la fai troppo presto, rischi di sottovalutare la tua invalidità.

La perizia del mio medico legale basta o serve anche quella della compagnia?

La tua perizia è il fondamento della richiesta. La compagnia quasi sempre nomina un proprio consulente per una contro-valutazione. Il risarcimento si negozia sulla base di entrambe.

Quanto costa una perizia medico-legale?

Dipende dalla complessità, ma per le micropermanenti si va da 300 a 600 euro. Con Gruppo Fast Risarcimenti la perizia è inclusa nel servizio: non anticipi nulla, il costo viene recuperato nel risarcimento.

Se rifiuto l'offerta della compagnia, cosa succede?

La compagnia può riformulare l'offerta o mantenerla. Se non si raggiunge un accordo, si passa alla negoziazione assistita o alla mediazione, e poi eventualmente in giudizio. I tempi si allungano, ma spesso il risultato è nettamente migliore.

A cura di

Equipe Legale Gruppo Fast Risarcimenti. Oltre 25 anni di esperienza nel risarcimento danni, piu di 50 milioni di euro recuperati per i nostri assistiti. Le informazioni si basano su sentenze della Corte di Cassazione, decreti ministeriali e normativa vigente.

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