Tabella TUN 2026: come si legge riga per riga senza farsi fregare
La Tabella Unica Nazionale non è un elenco di prezzi. È una griglia da incrociare. Ti spiego come leggerla riga per riga, cosa significa ogni colonna e dove le compagnie ti tagliano.

Aggiornato a agosto 2026
Hai in mano una tabella piena di numeri e non ci capisci niente. Normale. La Tabella Unica Nazionale (TUN) 2026 non è una lista di importi da guardare al volo. È una griglia. Devi incrociare la tua invalidità con la tua età, poi aggiungere altre voci a parte. Chi non sa leggerla accetta il primo numero che gli mette davanti la compagnia. E quasi sempre è più basso del dovuto. In questa guida non ti elenco cifre a caso. Ti insegno a leggere la tabella. Riga per riga.
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Cosa trovi davvero dentro la tabella
Prima cosa: la TUN non è un cartellino con il prezzo del tuo danno. È un sistema di calcolo. Ci sono più variabili che si moltiplicano tra loro. Se ne guardi una sola, hai già sbagliato.
Nata con la Legge 124/2017 e resa operativa con il DPR 12/2025, la tabella serve a dare uniformità in tutta Italia per le lesioni cosiddette micropermanenti, cioè fino al 9 per cento di invalidità. Sotto quella soglia, comanda lei.
Le voci che devi conoscere sono poche ma vanno capite bene: il punto base, il coefficiente di grado, i punti di invalidità e il demoltiplicatore di età. Aggiungi la componente giorni e la personalizzazione, che però si sommano dopo. Vediamole una alla volta.
- Punto base: il valore economico di partenza
- Coefficiente di grado: cresce con la gravità
- Punti di invalidità: la tua percentuale accertata
- Demoltiplicatore di età: riduce l'importo con gli anni
Il punto base 2026 vale 963,40 euro.
Il punto base e perché da solo non dice niente
Il punto base 2026 vale 963,40 euro. È il mattone di partenza. Ma attenzione: non è che moltiplichi il punto base per i tuoi punti di invalidità e hai finito. Sarebbe troppo facile.
Il punto base è solo il primo ingrediente. Da solo non ti dà l'importo giusto. Serve per costruire il calcolo insieme al coefficiente di grado e all'età. Chi si ferma qui prende un numero sbagliato.
Tieni a mente questa cifra, 963,40 euro, perché è la base su cui si appoggia tutto il resto. Ma non farti l'idea che sia il tuo risarcimento moltiplicato per la percentuale. Non funziona così.
Il coefficiente di grado: il valore del punto sale con la gravità
Qui casca l'asino. Il valore di un punto di invalidità non è fisso. Cresce man mano che sale la gravità della lesione. Un punto all'1 per cento vale molto meno di un punto al 9 per cento.
Perché? Perché una lesione più grave pesa di più sulla tua vita, non in modo lineare ma progressivo. La tabella riconosce questo con un coefficiente che aumenta grado dopo grado, dall'1 fino al 9 per cento.
Questo è l'errore numero uno delle compagnie. Applicano il punto base secco, senza far crescere il valore del punto con il grado. Risultato? Ti liquidano una miseria e tu, se non conosci la tabella, firmi. Il coefficiente di grado esiste apposta per evitarlo.
Il demoltiplicatore di età: come incrociare la tua riga
Ora arriva il pezzo che quasi nessuno spiega. L'età. Più sei giovane, più a lungo ti porterai dietro le conseguenze della lesione. Per questo un ragazzo viene risarcito più di un anziano a parità di invalidità.
La tabella applica un demoltiplicatore: dopo l'undicesimo anno di età, l'importo si riduce dello 0,5 per cento per ogni anno in più. Quindi devi prendere la riga della tua percentuale di invalidità e incrociarla con la colonna della tua età. Il punto di incontro è il tuo valore base.
Immagina la tabella come una battaglia navale. Riga dell'invalidità, colonna dell'età. Dove si incontrano, lì c'è il tuo numero di partenza. Se qualcuno ti dà una cifra senza chiederti l'età, sta leggendo male la tabella.

Giorni di inabilità e personalizzazione: le voci che si sommano dopo
Attento, perché qui si perdono un sacco di soldi. Il valore che ottieni incrociando invalidità ed età riguarda solo il danno permanente. I giorni in cui sei stato fermo, invece, si contano a parte.
Sono l'inabilità temporanea totale (ITT) e parziale (ITP). Per ogni giorno in cui non hai potuto lavorare o vivere normalmente ti spetta un importo giornaliero, che si somma al danno permanente. Non è compreso, va aggiunto.
E poi c'è la personalizzazione, fino al 30 per cento in più sul danno biologico. Serve a coprire le conseguenze particolari del tuo caso: dolore, sofferenza, impatto sulle tue attività. Le compagnie la tagliano quasi sempre, facendo finta che non esista. È il secondo grande errore da conoscere.
- ITT/ITP: importo per ogni giorno di stop, sommato a parte
- Personalizzazione: fino al 30 per cento in più sul danno biologico
Un esempio pratico per capire come si legge
Facciamo un caso concreto. Prendi una persona con un'invalidità permanente accertata. Trovi la sua riga nella tabella. Poi cerchi la colonna della sua età, applicando il demoltiplicatore dello 0,5 per cento per anno dopo l'undicesimo. Dove riga e colonna si incrociano, leggi il valore del danno biologico permanente.
A quel numero non ti fermi. Aggiungi i giorni di inabilità: se sei stato fermo 30 giorni in ITT, moltiplichi l'importo giornaliero per 30 e sommi. Poi, se il caso lo merita, applichi la personalizzazione fino al 30 per cento sul danno biologico.
Vedi la differenza? Un conto è dire ho il 6 per cento, quanto mi danno. Un altro conto è leggere la tabella nel modo giusto: incrocio invalidità ed età, sommo i giorni, aggiungo la personalizzazione. Tra la lettura sbagliata e quella corretta ballano spesso migliaia di euro.
Dove finisce la TUN e cominciano le Tabelle di Milano
Ultimo pezzo, fondamentale. La Tabella Unica Nazionale copre solo fino al 9 per cento di invalidità. È il suo confine. Sotto quella soglia, la leggi come ti ho spiegato.
Ma se la tua invalidità supera il 9 per cento, la TUN non c'entra più nulla. Da lì in poi entrano in gioco le Tabelle di Milano, che valorizzano il danno in modo diverso e generalmente più alto. Sono due mondi separati.
Perché è importante? Perché una compagnia potrebbe provare a inquadrare la tua lesione appena sotto il 9 per cento per tenerti dentro la TUN e pagare meno. Sapere dove finisce una tabella e comincia l'altra ti mette al riparo da questo giochetto.
In sintesi
Adesso la tabella non ti fa più paura. Sai che devi incrociare invalidità ed età, che i giorni si sommano a parte e che la personalizzazione fino al 30 per cento è un tuo diritto, non un regalo. Ma leggere la tabella e farla applicare correttamente da una compagnia sono due cose diverse. Loro conoscono questi meccanismi meglio di chiunque e li usano a loro favore. Noi del Gruppo Fast Risarcimenti li conosciamo altrettanto bene, ma dalla tua parte. Ti offriamo una valutazione gratuita del tuo caso, senza alcun anticipo: paghi solo a risarcimento ottenuto. Se hai una tabella in mano e il dubbio che il numero sia troppo basso, mandacela. Ci pensiamo noi.
Non te lo diciamo solo noi. Guarda chi ce l'ha gia fatta.
Tamponamento con colpo di frusta a Bologna
L'assicurazione offriva 12.000 euro dicendo che era il massimo. Abbiamo rifatto la perizia medica e calcolato il danno per intero. Risultato: 38.500 euro, tre volte tanto.
Ringrazio il sign Marchi x disponibilita e professionalita nella risoluzione del mio sinistro.
Ho ottenuto tutti i soldi che mi aspettavano dall'assicurazione. Mi hanno seguito passo e aiutato in tutte le procedure per l'incidente subito. Anche gli avvocati con cui collaborano sono super competenti.
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Domande frequenti
La Tabella TUN vale per tutta Italia?
Sì. È nata proprio con la Legge 124/2017 e il DPR 12/2025 per dare un criterio uniforme in tutto il territorio nazionale sulle micropermanenti, cioè le invalidità fino al 9 per cento. Prima ogni tribunale poteva usare parametri diversi.
Perché due persone con la stessa invalidità prendono importi diversi?
Per via dell'età. La tabella applica un demoltiplicatore che riduce l'importo dello 0,5 per cento per ogni anno dopo l'undicesimo. Più sei giovane, più a lungo subisci le conseguenze, quindi il risarcimento base è più alto a parità di percentuale.
La personalizzazione mi spetta sempre?
Non in automatico, ma è un tuo diritto quando il caso presenta conseguenze particolari: dolore, sofferenza, impatto sulle tue attività quotidiane. Può arrivare fino al 30 per cento in più sul danno biologico. Le compagnie tendono a ometterla, per questo va richiesta e documentata.
Cosa succede se la mia invalidità supera il 9 per cento?
Esci dalla Tabella Unica Nazionale. Sopra il 9 per cento si applicano le Tabelle di Milano, che valorizzano il danno in modo diverso e di solito più favorevole. È importante non farsi inquadrare artificiosamente appena sotto la soglia.
I giorni di malattia sono già compresi nel calcolo?
No, si contano a parte. Il valore che ottieni incrociando invalidità ed età riguarda solo il danno permanente. I giorni di inabilità temporanea, totale o parziale, hanno un importo giornaliero che si somma separatamente al risultato finale.
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