Come controllare a che punto è la tua pratica di risarcimento
Hai mandato la richiesta e poi silenzio? Hai il diritto di sapere a che punto sei. Ecco le tappe di una pratica, come chiedere aggiornamenti e come capire se è ferma e va sbloccata.

Aggiornato a agosto 2026
Hai mandato la richiesta di risarcimento e poi, silenzio. Passano le settimane e non sai se la tua pratica sta camminando o è ferma in un cassetto. È una delle sensazioni più frustranti dopo un incidente. La verità è che hai il diritto di sapere a che punto sei, e ci sono modi precisi per controllarlo. Ecco come tenere sotto controllo la tua pratica.
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Perché non hai visibilità
Le compagnie non ti aggiornano spontaneamente passo dopo passo. Aprono la pratica, assegnano un numero di sinistro e un liquidatore, e da lì spesso cala il silenzio finché non decidono loro di muoversi.
Questo non vuol dire che tu debba restare in attesa passiva. Il numero di sinistro e il nome del liquidatore sono le tue chiavi d'accesso. Con quelli puoi chiedere aggiornamenti in qualsiasi momento e capire se la pratica è viva o si è impantanata da qualche parte.
Per capire a che punto sei, devi sapere quali sono le tappe.
Le tappe di una pratica di risarcimento
Per capire a che punto sei, devi sapere quali sono le tappe. Ogni pratica segue più o meno lo stesso percorso, e sapere dove ti trovi ti dice cosa aspettarti.
- Denuncia del sinistro e apertura pratica con numero assegnato
- Richiesta di risarcimento con la documentazione
- Eventuale ispezione del veicolo e verifiche sulla dinamica
- Visita medico-legale per valutare le lesioni
- Offerta della compagnia
- Accettazione o trattativa, poi pagamento
Come chiedere aggiornamenti nel modo giusto
Le telefonate al call center servono a poco e non lasciano traccia. Se vuoi risposte serie, scrivi. Una PEC o una raccomandata all'ufficio sinistri, con il numero di pratica, obbliga la compagnia a un confronto documentato.
Nel testo chiedi lo stato della pratica, cosa manca per procedere e i tempi previsti. Mettere tutto per iscritto ha un doppio effetto: ottieni una risposta tracciabile e fai capire alla compagnia che stai seguendo la cosa da vicino. Le pratiche seguite si sbloccano prima di quelle dimenticate.
I termini di legge come bussola
Per capire se i tempi sono normali o troppo lunghi, usa i termini di legge come riferimento. Dopo una richiesta completa la compagnia ha 60 giorni per l'offerta sui danni a cose con constatazione firmata da entrambi, e fino a 90 giorni per i danni alla persona.
Se questi termini passano senza risposta, non sei più nel campo dell'attesa fisiologica: sei di fronte a un ritardo che puoi contestare. I termini sono la tua bussola per distinguere una pratica che sta solo seguendo il suo corso da una che è bloccata e va sollecitata.

Quando il silenzio è un problema
Un conto è aspettare la visita medico-legale mentre le lesioni si stabilizzano, un altro è il silenzio totale oltre i termini. Se hai mandato tutto e non ricevi né offerta né richieste di integrazione, qualcosa non va.
I segnali di allarme sono chiari: nessuna risposta oltre i 90 giorni, un liquidatore irreperibile, richieste continue di documenti già inviati per prendere tempo. In questi casi il silenzio non è lentezza, è una tattica. E va rotta con una messa in mora formale.
Cosa fare se la pratica è ferma
Se ti accorgi che è bloccata, il primo passo è la messa in mora scritta, che intima alla compagnia di provvedere e mette nero su bianco il ritardo. È il modo più efficace per riattivare una pratica dimenticata.
Se anche così non si muove nulla, ci sono strumenti più incisivi, dal reclamo all'IVASS fino alle vie legali. Ma già una richiesta ben scritta e insistente, con i termini di legge alla mano, spesso basta a far ripartire tutto. L'importante è non restare a guardare.
In sintesi
Non devi restare all'oscuro sulla tua pratica di risarcimento. Con il numero di sinistro, i termini di legge e qualche richiesta scritta puoi sapere sempre a che punto sei e capire se è ferma. Se ti accorgi che è bloccata, portacela: verifichiamo gratis a che stadio è e come sbloccarla. Zero anticipi, paghi solo a risarcimento ottenuto.
Non te lo diciamo solo noi. Guarda chi ce l'ha gia fatta.
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Domande frequenti
Come faccio a sapere a che punto è la mia pratica?
Ti serve il numero di sinistro e il nome del liquidatore, che la compagnia assegna all'apertura. Con quelli invia una PEC o una raccomandata all'ufficio sinistri chiedendo lo stato della pratica, cosa manca e i tempi previsti. Le richieste scritte lasciano traccia e ottengono risposte più serie delle telefonate.
Entro quanto la compagnia deve fare l'offerta?
Dopo una richiesta completa ha 60 giorni per i danni a cose con constatazione firmata da entrambi, e fino a 90 giorni per i danni alla persona. I termini partono solo quando la documentazione è completa. Superati questi tempi senza risposta, il ritardo si può contestare con una messa in mora.
La compagnia continua a chiedermi documenti che ho già mandato: è normale?
Spesso è una tattica per prendere tempo. Conserva le ricevute di ogni invio e ribadisci per iscritto che i documenti sono già stati trasmessi, allegandone di nuovo copia. Se le richieste ripetute servono solo a rinviare l'offerta oltre i termini, sei di fronte a un ritardo contestabile, non a una lentezza normale.
Cosa faccio se la pratica è ferma da mesi?
Invia una messa in mora scritta all'ufficio sinistri, che intima di provvedere e mette nero su bianco il ritardo. È lo strumento più efficace per riattivare una pratica dimenticata. Se non basta, ci sono il reclamo all'IVASS e le vie legali. L'importante è agire, non continuare ad aspettare.
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