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Frattura del femore: quanti punti di invalidita permanente vale e come ottenere il risarcimento

Frattura composta o scomposta, protesi d'anca, artrosi e accorciamento dell'arto: come si calcolano i punti di invalidita permanente e come arrivare al giusto risarcimento senza farti sottovalutare.

GFREquipe Legale Gruppo Fast Risarcimenti 14 agosto 2026 4 min di lettura
Frattura del femore: quanti punti di invalidita permanente vale e come ottenere il risarcimento
Calcolo del risarcimento — Gruppo Fast Risarcimenti

Aggiornato a agosto 2026

Ti sei rotto il femore e la domanda che ti gira in testa è una sola: quanto vale? Giusto così. Il femore è l'osso più grande del corpo e romperlo lascia quasi sempre un segno. La verità è che non esiste un numero fisso valido per tutti. Dipende dal tipo di frattura, dagli esiti che ti restano addosso e da come la perizia medico-legale li certifica. Qui ti spiego come funziona davvero, senza giri di parole.

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Perché la frattura di femore non ha un prezzo fisso

Prima cosa da mettere in chiaro. Nessun avvocato serio e nessun medico legale onesto può dirti al telefono quanti punti vale la tua frattura senza averti visitato. Chi lo fa, ti sta vendendo fumo. I punti di invalidità permanente non si assegnano guardando la lastra del giorno dell'incidente, ma valutando cosa ti resta quando la guarigione si è stabilizzata.

Il femore poi è un osso particolare. Una frattura al collo del femore nell'anziano ha un peso diverso da una frattura diafisaria in un ragazzo di trent'anni. Cambiano gli esiti, cambia la ripresa, cambia l'impatto sulla vita di tutti i giorni. Ecco perché parlare di punti in astratto è quasi sempre un errore. Si ragiona sul singolo caso, sempre.

Quello che invece possiamo dirti con certezza è il metodo. C'è una logica precisa dietro il risarcimento, e conoscerla ti mette al riparo dalle offerte al ribasso dell'assicurazione. Perché quelle, statelo tranquillo, arriveranno.

Non tutte le fratture di femore sono uguali, e la distinzione tra composta e scomposta pesa tantissimo sugli esiti.

Frattura composta o scomposta: la prima grande differenza

Non tutte le fratture di femore sono uguali, e la distinzione tra composta e scomposta pesa tantissimo sugli esiti. Una frattura composta è quando i frammenti dell'osso restano allineati. Si guarisce spesso con gesso o riposo, i tempi sono più corti e gli esiti permanenti tendono a essere più contenuti.

La frattura scomposta è un'altra storia. I frammenti si spostano, quasi sempre serve l'intervento chirurgico con placche, viti o chiodi endomidollari. Qui il rischio di esiti permanenti sale, e sale anche il valore del danno. Perché più l'osso è stato aggredito, più aumentano le probabilità di rigidità, dolore cronico e limitazioni nei movimenti.

La differenza non è solo clinica, è economica. A parità di dinamica, magari lo stesso incidente stradale, una scomposta operata vale in genere di più di una composta guarita bene. Non perché lo decidiamo noi, ma perché gli esiti che restano sono oggettivamente più gravi e la medicina legale li quantifica di conseguenza.

Protesi d'anca e chiodo endomidollare: quando l'esito diventa strutturale

In molte fratture di femore, soprattutto quelle al collo o nell'anziano, la soluzione è la protesi d'anca. Ti tolgono l'articolazione danneggiata e ne mettono una artificiale. Funziona, spesso benissimo, ma resta un corpo estraneo dentro di te. E questo, dal punto di vista medico-legale, è un esito permanente che va valutato con attenzione.

Una protesi non è mai un ritorno alla normalità totale. C'è una durata dell'impianto, ci sono limiti su certi movimenti, c'è il rischio futuro di revisione chirurgica. Tutto questo entra nella valutazione del danno. Lo stesso vale per il chiodo endomidollare o le placche che, anche quando lavorano bene, lasciano una situazione diversa da un femore mai toccato.

Il punto è questo: un esito strutturale, come una protesi, va documentato e fatto pesare. Se la tua perizia si limita a scrivere frattura guarita senza descrivere l'impianto e le sue conseguenze, stai buttando via una parte importante del tuo risarcimento. Ed è esattamente quello su cui l'assicurazione conta.

Gli esiti che spostano davvero i punti

Il valore della tua invalidità permanente non lo fa la frattura in sé, lo fanno gli esiti che ti porti dietro. Questi sono gli elementi che il medico legale deve cercare, misurare e mettere nero su bianco. Ognuno di essi può cambiare in modo sensibile il risultato finale.

Attento in particolare all'artrosi post-traumatica. È subdola, perché a volte si manifesta o peggiora mesi dopo. Se la valutazione viene fatta troppo presto, rischi di firmare per un danno che poi diventa più grave. Ecco perché i tempi della perizia contano quanto il suo contenuto.

  • Limitazione della deambulazione, dalla zoppia residua fino alla necessità di un bastone
  • Accorciamento dell'arto, che altera postura e passo e può ripercuotersi su schiena e ginocchio
  • Artrosi post-traumatica dell'anca o del ginocchio, spesso destinata a peggiorare col tempo
  • Rigidità articolare e riduzione dell'escursione dei movimenti
  • Dolore cronico e claudicazione che limitano lavoro e vita quotidiana
  • Presenza di mezzi di sintesi o protesi come esito permanente strutturale
Calcolo del risarcimento — approfondimento
Calcolo del risarcimento: ogni caso va valutato singolarmente da un legale.

Micropermanenti e macropermanenti: da che parte cade la tua frattura

Qui c'è un confine che devi conoscere, perché cambia proprio le regole del gioco. La legge distingue tra lesioni di lieve entità, le cosiddette micropermanenti fino al 9 per cento di invalidità, e le lesioni gravi, le macropermanenti dal 10 per cento in su. Sono due mondi diversi con due criteri di calcolo diversi.

Le micropermanenti seguono la tabella nazionale unica, la TUN 2026, con un valore punto base di 963,40 euro che cresce col crescere dei punti e cala con l'età. Una frattura di femore lieve, guarita bene, può restare in questa fascia. Ma attenzione: molte fratture di femore, soprattutto scomposte o con protesi, superano il 9 per cento e finiscono tra le macropermanenti.

E quando superi quella soglia, entrano in gioco le Tabelle di Milano, il riferimento per le lesioni gravi. Qui il valore per punto cresce in modo molto più marcato e si aggiunge il peso del danno morale e della sofferenza. Capisci bene che sapere da che parte cade la tua frattura, sopra o sotto quel 9 per cento, può significare migliaia di euro di differenza.

La perizia medico-legale: il documento che decide tutto

Voglio essere chiaro con te. Il risarcimento non lo decide chi urla di più, lo decide la carta. E la carta più importante è la perizia medico-legale. È lì che vengono fissati i punti di invalidità permanente, descritti gli esiti e collegata la frattura alla dinamica del sinistro secondo i principi dell'art. 2054 c.c. per la responsabilità.

Il problema è che la perizia del medico dell'assicurazione lavora per l'assicurazione. Tenderà a vederti guarito, a minimizzare l'artrosi, a non dare peso all'accorciamento. Per questo devi arrivare al tavolo con una tua consulenza medico-legale di parte, fatta al momento giusto, quando gli esiti sono stabilizzati e non un minuto prima.

Un esempio concreto per capirci. Su una frattura scomposta con protesi, la differenza tra una perizia frettolosa e una perizia fatta bene può valere decine di migliaia di euro. Non è teoria. È la differenza tra un'offerta da 20.000 euro accettata al volo e un risarcimento pieno che riconosce davvero quello che hai perso.

In sintesi

Se ti sei rotto il femore, non fissarti sul numero magico di punti. Fissati sul metodo. Tipo di frattura, esiti documentati, tempi giusti della perizia, tabella corretta: è questo che costruisce il risarcimento vero. E soprattutto, non trattare da solo con l'assicurazione. Da Gruppo Fast Risarcimenti valutiamo il tuo caso gratuitamente, ti diciamo con onestà cosa possiamo ottenere e non chiediamo alcun anticipo. Paghi solo a risarcimento ottenuto. Raccontaci cosa ti è successo, al resto pensiamo noi.

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Febbraio 2026 · Recensione verificata
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Contenuto revisionato da Gabriele Marchi, Fondatore e Responsabile Editoriale. La nostra redazione di avvocati civilisti e medici legali valida ogni articolo prima della pubblicazione.

Domande frequenti

Quanti punti di invalidità vale una frattura di femore?

Non esiste un numero fisso. Dipende dal tipo di frattura, composta o scomposta, dalla presenza di protesi e dagli esiti come zoppia, accorciamento e artrosi. Solo una perizia medico-legale sul tuo caso può quantificare i punti reali.

La protesi d'anca aumenta il risarcimento?

Sì. La protesi è un esito permanente strutturale con limiti nei movimenti e possibile revisione futura. Va documentata e fatta pesare nella perizia, perché incide in modo significativo sulla valutazione del danno e sul risarcimento finale.

Quando devo fare la perizia medico-legale?

Quando gli esiti sono stabilizzati, non prima. Con il femore l'artrosi post-traumatica può peggiorare nei mesi successivi. Valutare troppo presto rischia di sottostimare il danno e farti firmare per meno di quanto ti spetta davvero.

Devo pagare qualcosa per far valutare il mio caso?

No. Da Gruppo Fast Risarcimenti la valutazione è gratuita e senza impegno. Non chiediamo alcun anticipo: si paga solo a risarcimento ottenuto. Così puoi capire cosa ti spetta senza rischiare nulla di tasca tua.

A cura di

Equipe Legale Gruppo Fast Risarcimenti. Oltre 25 anni di esperienza nel risarcimento danni, piu di 50 milioni di euro recuperati per i nostri assistiti. Le informazioni si basano su sentenze della Corte di Cassazione, decreti ministeriali e normativa vigente.

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