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Micropermanenti 2 e 3 punti: quanto vale il risarcimento TUN 2026

Due o tre punti di invalidità sembrano pochi, ma il risarcimento può superare i 3.000 euro. Ecco il calcolo esatto con la TUN 2026, coefficienti e personalizzazione inclusa.

GFREquipe Legale Gruppo Fast Risarcimenti 30 giugno 2026 4 min di lettura
Micropermanenti 2 e 3 punti: quanto vale il risarcimento TUN 2026
Calcolo del risarcimento — Gruppo Fast Risarcimenti

Aggiornato a giugno 2026

Hai avuto un incidente e il medico legale ti ha assegnato due o tre punti di invalidità permanente. Forse ti sembra poco, forse ti hanno già detto che "con due punti non vale la pena fare nulla". Non è così. Con la TUN 2026 in vigore, anche le micropermanenti possono valere cifre significative, e il calcolo preciso dipende da fattori che in pochi spiegano davvero: il coefficiente moltiplicatore, il demoltiplicatore per l'età, la possibilità di personalizzazione. Ti spiego come funziona.

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Cosa sono le micropermanenti e quando si applicano

Le micropermanenti sono i danni biologici permanenti compresi tra 1 e 9 punti percentuali di invalidità. Nella grande maggioranza degli incidenti stradali lievi, colpi di frusta inclusi, l'esito medico-legale ricade in questo range. I valori più comuni sono proprio 2 e 3 punti.

La liquidazione delle micropermanenti segue la Tabella Unica Nazionale, introdotta dalla legge 145/2018 e aggiornata ogni anno con DPR. Dal DPR 12/2025 il punto base è fissato a 963,40 euro per i sinistri da circolazione stradale e per quelli da responsabilità medica che rientrano nel campo di applicazione del Codice delle Assicurazioni.

Questo punto base non è però il valore finale: è il punto di partenza di un calcolo che tiene conto del grado di invalidità, dell'età della persona e di eventuali fattori di personalizzazione. Capire come si costruisce il numero finale è fondamentale per verificare se quello che ti offre la compagnia è corretto.

Prendiamo una persona di 35 anni con 2 punti di invalidità permanente assegnati dal medico legale.

Il calcolo per 2 punti di invalidità: esempio pratico

Prendiamo una persona di 35 anni con 2 punti di invalidità permanente assegnati dal medico legale. Il punto base è 963,40 euro. A questo si applica un coefficiente moltiplicatore che cresce con l'aumentare dei punti (perché l'invalidità non è lineare: perdere il 10% della capacità psico-fisica pesa più di cinque volte il 2%). Per 2 punti il coefficiente è inferiore all'unità rispetto ai gradi più alti, ma il valore del singolo punto rimane superiore al punto base.

Poi entra in gioco il demoltiplicatore per l'età: più sei giovane, più alto è il coefficiente (devi convivere con quel danno per più anni). Per un 35enne il coefficiente è nell'ordine di 0,90, mentre per un 20enne sarà più alto e per un 60enne più basso.

Il risultato di questi calcoli per un 35enne con 2 punti si aggira tipicamente intorno a 1.700-1.900 euro di danno biologico permanente. A questa cifra si aggiungono il danno biologico temporaneo (i giorni di malattia post-incidente) e la personalizzazione del danno morale.

Il calcolo per 3 punti di invalidità: l'impatto del punto in più

Passare da 2 a 3 punti non significa aggiungere semplicemente un terzo al valore: i coefficienti moltiplicatori crescono in modo progressivo, quindi il terzo punto vale più del secondo. Per una persona di 40 anni, 3 punti di invalidità possono generare un danno biologico permanente nell'ordine di 3.000-3.500 euro.

Per una persona più giovane, diciamo 25 anni, la stessa invalidità di 3 punti può avvicinarsi o superare i 4.000 euro solo per il biologico permanente. Per un 60enne la cifra sarà più bassa, intorno ai 2.000-2.500 euro. L'età è una variabile che incide in modo sostanziale sul risultato finale.

Ecco perché non ha senso sentirsi dire "hai solo tre punti, non vale la pena". Il valore dipende da chi sei, quanti anni hai e come il tuo medico legale ha documentato i postumi. Tre punti in un giovane lavoratore con una lesione ben documentata possono valere molto di più di quanto la compagnia offre inizialmente.

Il danno biologico temporaneo: la voce spesso ignorata

Il biologico permanente non è l'unica voce di danno. C'è anche il danno biologico temporaneo, che copre il periodo dalla data dell'incidente fino alla stabilizzazione dei postumi, cioè fino al momento in cui il danno smette di evolvere e viene quantificato in modo definitivo.

Ogni giorno di invalidità temporanea totale (quando non riesci a svolgere le normali attività quotidiane) vale circa 100-120 euro secondo i valori di riferimento correnti. Ogni giorno di invalidità temporanea parziale si scala in proporzione: il 50% significa circa 50-60 euro al giorno.

Se dopo un colpo di frusta sei stato in collare per 30 giorni con invalidità temporanea totale e poi in parziale per altri 60 giorni, stai già parlando di 3.000 euro solo su questa voce. Sommando biologico permanente e temporaneo, anche con 2-3 punti puoi arrivare facilmente a 4.000-5.000 euro complessivi prima ancora di parlare di personalizzazione.

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La personalizzazione del danno: quando si può chiedere di più

Le tabelle forniscono un valore standard, ma la legge permette una personalizzazione fino a un certo massimale (percentuale del valore tabellare) quando ci sono circostanze particolari che rendono il danno più grave di quanto emerga dal semplice punteggio.

Esempi concreti: una lesione cervicale che ti impedisce di svolgere la tua attività lavorativa specifica (un musicista con problemi alla mano, un autista con cervicalgia invalidante), un danno che ha modificato la tua vita sociale o familiare in modo documentabile, una condizione pre-esistente che l'incidente ha aggravato in modo significativo.

La personalizzazione non è automatica: va chiesta, motivata e documentata. Un medico legale esperto sa come costruire la perizia in modo che la personalizzazione sia sostenibile davanti alla compagnia o al giudice. Senza questa voce, lasci sul tavolo una parte del risarcimento a cui hai diritto.

Perché la prima offerta della compagnia è quasi sempre troppo bassa

Le compagnie assicurative calcolano le offerte usando i valori minimi della tabella, senza personalizzazione, a volte con coefficienti di età applicati in modo non corretto, e quasi sempre sottostimando il danno biologico temporaneo. Non è necessariamente malafede: è il risultato di liquidatori che gestiscono molte pratiche e usano parametri standardizzati al ribasso.

Confrontare l'offerta con un calcolo autonomo è sempre utile. Se la compagnia ti offre 1.200 euro per 2 punti e tu hai 35 anni con 45 giorni di invalidità temporanea documentata, qualcosa non torna: quel calcolo non è corretto.

Non devi fare cause lunghe e costose per ottenere di più: spesso basta una richiesta formale ben costruita, con la perizia medico-legale allegata, per portare la compagnia a rivedere l'offerta. GFR gestisce questo tipo di pratiche quotidianamente: valutazione gratuita, nessun anticipo, compenso solo a risarcimento ottenuto.

In sintesi

Due o tre punti di invalidità non sono bruscolini. Con la TUN 2026 e il punto base a 963,40 euro, calcolando correttamente biologico permanente, temporaneo e personalizzazione, puoi arrivare tranquillamente a 3.000-5.000 euro o più, in base alla tua età e alla documentazione clinica. Il punto è non accettare la prima cifra che ti propongono senza verificarla. Con GFR la verifica è gratuita: nessun anticipo, paghi solo se ottieni il risarcimento.

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Febbraio 2026 · Recensione verificata
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Contenuto revisionato da Gabriele Marchi, Fondatore e Responsabile Editoriale. La nostra redazione di avvocati civilisti e medici legali valida ogni articolo prima della pubblicazione.

Domande frequenti

Con 2 punti di invalidità vale la pena chiedere il risarcimento?

Sì, vale la pena. Con il punto base TUN 2026 a 963,40 euro, i coefficienti moltiplicatori e il danno biologico temporaneo, anche 2 punti possono portare a cifre tra 2.000 e 4.000 euro a seconda dell'età e dei giorni di malattia. GFR valuta gratuitamente se e quanto puoi ottenere.

Cosa cambia tra 2 e 3 punti di invalidità nel calcolo TUN?

Il sistema TUN usa coefficienti progressivi: il terzo punto vale più del secondo. Il salto da 2 a 3 punti può significare qualche centinaio di euro in più solo sul biologico permanente, a cui si aggiunge l'effetto moltiplicatore dell'età. Per un giovane la differenza può essere superiore ai 500-700 euro.

Il danno morale si calcola separatamente dalle micropermanenti?

Per le micropermanenti da sinistro stradale, la componente morale è normalmente inclusa nel valore tabellare attraverso la personalizzazione. La tabella già incorpora una quota di sofferenza soggettiva nel valore base, ma se ci sono circostanze particolari (peggioramento della vita sociale, limitazioni specifiche dell'attività lavorativa) si può chiedere la personalizzazione in aumento.

Entro quando devo presentare la richiesta dopo l'incidente?

Il termine ordinario di prescrizione è di due anni dalla data del sinistro. Ma attenzione: devi prima raggiungere la stabilizzazione dei postumi per quantificare il danno permanente. Se aspetti troppo rischi che la prescrizione maturi prima di aver completato la documentazione. Contatta GFR subito dopo aver ricevuto la valutazione medico-legale.

A cura di

Equipe Legale Gruppo Fast Risarcimenti. Oltre 25 anni di esperienza nel risarcimento danni, piu di 50 milioni di euro recuperati per i nostri assistiti. Le informazioni si basano su sentenze della Corte di Cassazione, decreti ministeriali e normativa vigente.

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