L'assicurazione non risponde alla richiesta di risarcimento: cosa fare
Hai inviato la richiesta danni e la compagnia tace oltre i 60 o 90 giorni di legge. Sollecito, reclamo IVASS, negoziazione assistita e causa: la scala di mosse per sbloccare la pratica.

Aggiornato a luglio 2026
Hai inviato la richiesta di risarcimento con raccomandata o PEC, hai allegato tutto, e poi il silenzio. Niente offerta, niente diniego, nemmeno una lettera interlocutoria. È una delle situazioni più frustranti dopo un incidente stradale, ed è anche una precisa violazione: la legge impone alla compagnia termini perentori per rispondere. Qui trovi la scala completa delle mosse, dal sollecito al reclamo IVASS fino alla causa, per trasformare il silenzio in una liquidazione.
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I termini che la compagnia deve rispettare
Il Codice delle Assicurazioni fissa termini precisi dalla ricezione della richiesta completa: 60 giorni per i danni ai veicoli (30 se il modulo di constatazione amichevole è firmato da entrambi i conducenti) e 90 giorni per i danni alla persona. Entro questi termini la compagnia deve formulare un'offerta congrua oppure comunicare in modo motivato perché non la formula.
Il silenzio oltre i termini non è una prassi tollerata: è un inadempimento che espone la compagnia a sanzioni da parte dell'IVASS e che pesa in ogni sede successiva. Prima di contare i giorni, però, verifica una cosa: i termini decorrono dalla richiesta completa. Se mancano dati o documenti previsti dalla legge, la compagnia può chiederli e il conteggio si sospende. Molti silenzi nascono proprio da richieste scritte male.
Primo passo: sollecito e messa in mora
Scaduti i termini, la prima mossa è un sollecito formale via PEC o raccomandata: si richiama la richiesta originaria, si contesta il superamento dei termini di legge e si assegna un ultimo termine per provvedere. Non è carta straccia: è la costituzione in mora che interrompe la prescrizione e documenta l'inerzia della compagnia.
Nel sollecito conviene ricapitolare la completezza della richiesta originaria, elencando i documenti già trasmessi. Così togli alla compagnia l'alibi classico della documentazione incompleta e prepari il terreno per il reclamo e per l'eventuale giudizio, dove quella cronologia varrà oro.
Il reclamo alla compagnia e poi all'IVASS
Se il sollecito cade nel vuoto, si sale di livello. Ogni compagnia ha un ufficio reclami, obbligato a rispondere entro 45 giorni: un reclamo scritto che contesta il mancato rispetto dei termini di liquidazione smuove spesso pratiche dimenticate, perché i reclami entrano nelle statistiche che l'impresa deve rendicontare.
Senza risposta o con risposta insoddisfacente, puoi presentare reclamo all'IVASS, l'autorità di vigilanza sulle assicurazioni. Il modulo si invia con PEC o raccomandata, allegando la cronologia della pratica. L'IVASS non liquida il danno al posto della compagnia, ma chiede conto all'impresa e può sanzionarla: nella pratica, una segnalazione IVASS accelera molte liquidazioni più di dieci solleciti.
La negoziazione assistita: l'anticamera della causa
Per le controversie da circolazione stradale, prima di andare in tribunale la legge richiede l'invito alla negoziazione assistita: i tuoi legali invitano formalmente la compagnia a trattare, con tempi scanditi. È una condizione di procedibilità, ma anche un segnale che il livello si è alzato: da qui in avanti ogni giorno di ritardo costa alla compagnia interessi e prospettive di condanna alle spese.
Molte pratiche silenti si sbloccano proprio qui: davanti all'alternativa concreta del giudizio, l'ufficio liquidazioni trova improvvisamente il fascicolo. Se anche la negoziazione fallisce, la strada del giudizio è aperta e il comportamento omissivo della compagnia diventa un argomento a tuo favore, anche sulle spese di lite.

Perché il silenzio, a volte, è una strategia
Mettiamola come sta: su alcune pratiche il silenzio non è disorganizzazione, è calcolo. La compagnia sa che una parte dei danneggiati, senza assistenza, si stanca, accetta la prima cifra offerta dopo mesi o lascia perdere. Ogni pratica abbandonata è margine guadagnato.
La contromossa è la costanza procedurale: ogni scadenza mancata va contestata per iscritto, ogni passaggio va tracciato, e la pressione va alzata di livello in livello senza pause. Chi gestisce pratiche ogni giorno sa esattamente quale leva usare e quando: è il motivo per cui le richieste assistite viaggiano a velocità diversa da quelle fai da te.
Gli errori da non commettere durante l'attesa
Mentre aspetti la risposta, alcuni comportamenti possono danneggiare la pratica:
- Riparare il veicolo prima della perizia senza documentare i danni con foto e preventivi
- Interrompere le cure o saltare i controlli: la discontinuità sanitaria taglia l'invalidità temporanea
- Lasciar passare mesi senza atti interruttivi: la prescrizione corre anche se la compagnia tace
- Accettare per sfinimento una prima offerta tardiva e bassa, firmando quietanza a saldo
- Inviare documenti sparsi in momenti diversi senza tenere un indice: la compagnia userà il disordine per eccepire l'incompletezza
In sintesi
Il silenzio dell'assicurazione non è un vicolo cieco: è una violazione con contromisure precise. Sollecito, reclamo, IVASS, negoziazione assistita, causa: ogni gradino alza il costo del silenzio per la compagnia, finché pagare diventa la sua opzione più economica. Gruppo Fast Risarcimenti gestisce questa scalata ogni giorno: valutazione gratuita della tua pratica ferma, zero anticipi, si paga solo a risarcimento ottenuto. Non lasciare che il tempo lavori per loro.
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Ringrazio il sign Marchi x disponibilita e professionalita nella risoluzione del mio sinistro.
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Domande frequenti
Quanto tempo ha l'assicurazione per farmi un'offerta?
Dalla richiesta completa: 60 giorni per i danni a cose (30 con constatazione amichevole a doppia firma) e 90 giorni per le lesioni. Entro quei termini deve offrire o motivare il diniego.
Il reclamo IVASS serve davvero?
Sì: l'IVASS non liquida il danno, ma chiede conto alla compagnia e può sanzionarla. Nella pratica una segnalazione documentata accelera molte pratiche ferme, perché l'impresa deve rispondere all'autorità di vigilanza.
Posso fare subito causa se non rispondono?
Prima serve l'invito alla negoziazione assistita, condizione di procedibilità per le liti da circolazione stradale. Spesso basta questo passaggio a sbloccare l'offerta; se fallisce, la causa è aperta e l'inerzia della compagnia gioca a tuo favore.
Il silenzio blocca la prescrizione?
No, la prescrizione corre comunque. Ogni sollecito e messa in mora scritta la interrompe e fa ripartire il conteggio: per questo l'attesa passiva è l'errore più costoso che puoi fare.
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