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Tempi e prescrizione

Risarcimento fermo: cosa fare se l'assicurazione non liquida

Termini di 60 e 90 giorni, messa in mora, negoziazione assistita: gli strumenti concreti per sbloccare una pratica ferma quando la compagnia prende tempo per farti cedere.

GFREquipe Legale Gruppo Fast Risarcimenti 6 luglio 2026 2 min di lettura
Risarcimento fermo: cosa fare se l'assicurazione non liquida
Tempi e prescrizione — Gruppo Fast Risarcimenti

Aggiornato a luglio 2026

Sono passati mesi, hai mandato tutto, e l'assicurazione tace. Il tuo risarcimento è fermo e nessuno ti dà una risposta chiara. È una delle situazioni più frustranti dopo un incidente, e purtroppo è anche una tattica: prendere tempo per farti cedere. Qui ti spiego perché una pratica si blocca, quali sono i termini che la compagnia deve rispettare e cosa puoi fare concretamente per sbloccarla.

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I termini che la compagnia deve rispettare

L'assicurazione non può prendersi tutto il tempo che vuole. La legge fissa dei termini precisi per formulare l'offerta di risarcimento dopo che hai presentato la richiesta completa. Nella procedura di risarcimento diretto sono 60 giorni in caso di soli danni ai veicoli, e 90 giorni quando ci sono lesioni alle persone.

Questi termini partono da quando la richiesta è completa, cioè con tutta la documentazione necessaria. Ed è proprio qui che le compagnie giocano: sostengono che manca sempre qualcosa per non far mai partire il conteggio. Sapere cosa serve davvero e mandarlo in modo tracciabile è il primo modo per togliere questa scusa.

Le ragioni di uno stallo sono quasi sempre le stesse.

Perché la tua pratica si è bloccata

Le ragioni di uno stallo sono quasi sempre le stesse. Riconoscerle ti aiuta a capire su cosa agire:

  • Documentazione ritenuta incompleta, vera o presunta
  • Contestazione della dinamica per attribuirti un concorso di colpa
  • Attesa della stabilizzazione dei postumi per la visita medico-legale
  • Semplice tattica dilatoria per farti accettare un'offerta bassa pur di chiudere
  • Rimpallo con un'altra compagnia quando ci sono più veicoli coinvolti

La messa in mora: il primo strumento

Quando la compagnia non risponde entro i termini, lo strumento è la messa in mora: una diffida formale, via raccomandata o PEC, con cui intimi all'assicurazione di provvedere entro un termine, ricordando i giorni già trascorsi e la documentazione già inviata.

Non è una formalità inutile. La messa in mora ferma i termini, mette a verbale il ritardo e apre la strada ai passaggi successivi. Scritta bene, con i riferimenti giusti, spesso basta a smuovere una pratica che era ferma solo perché nessuno la stava spingendo.

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Tempi e prescrizione: ogni caso va valutato singolarmente da un legale.

Cosa succede se continua a non pagare

Se dopo la messa in mora la compagnia resta immobile o fa un'offerta palesemente bassa, si passa agli strumenti successivi. Nei sinistri stradali con lesioni è previsto il tentativo di negoziazione assistita prima di andare in causa, un passaggio che spesso sblocca la situazione senza arrivare dal giudice.

Se anche questo non basta, resta la via giudiziale. Ma attenzione: la maggior parte delle pratiche si chiude prima, proprio perché la compagnia sa che di fronte a una richiesta ben documentata e a un'assistenza seria il tempo gioca contro di lei, non più a suo favore.

Gli errori che ti tengono fermo

Molti danneggiati, senza saperlo, aiutano la compagnia a prendere tempo. Gli sbagli più comuni sono questi:

  • Inviare documenti in modo non tracciabile (mail semplici, consegne a voce)
  • Accettare rinvii generici al telefono senza mai mettere nulla per iscritto
  • Non fissare mai un termine formale con una diffida
  • Farsi convincere che manca sempre un documento in più
  • Cedere alla prima offerta bassa pur di sbloccare qualcosa

In sintesi

Se il tuo risarcimento è fermo e l'assicurazione non liquida, non sei senza strumenti: ci sono termini precisi da far rispettare e passaggi formali che smuovono la pratica. Il ritardo è quasi sempre una tattica, e come tutte le tattiche funziona solo con chi non sa reagire. Gruppo Fast Risarcimenti mette in mora la compagnia e porta avanti la procedura al posto tuo, finché non paga: valutazione gratuita del caso, zero anticipi, si paga solo a risarcimento ottenuto.

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Contenuto revisionato da Gabriele Marchi, Fondatore e Responsabile Editoriale. La nostra redazione di avvocati civilisti e medici legali valida ogni articolo prima della pubblicazione.

Domande frequenti

Entro quanto tempo l'assicurazione deve fare l'offerta?

Nella procedura di risarcimento diretto i termini sono 60 giorni per i soli danni ai veicoli e 90 giorni quando ci sono lesioni alle persone, dal momento in cui la richiesta è completa. Le compagnie spesso contestano la completezza proprio per non far partire il conteggio.

Cosa posso fare se la compagnia non risponde?

Il primo strumento è la messa in mora: una diffida formale via raccomandata o PEC che intima di provvedere entro un termine. Ferma i termini, mette a verbale il ritardo e spesso basta a sbloccare una pratica rimasta ferma solo perché nessuno la spingeva.

Devo per forza fare causa se il risarcimento è fermo?

Quasi mai. Dopo la messa in mora, nei sinistri con lesioni è previsto il tentativo di negoziazione assistita, che spesso chiude la pratica senza andare dal giudice. La via giudiziale resta l'ultima opzione, e la maggior parte dei casi si risolve prima.

Perché l'assicurazione dice sempre che manca un documento?

È una tattica per non far partire i termini dell'offerta. Finché la richiesta è ritenuta incompleta, il conteggio dei 60 o 90 giorni non parte. Inviare la documentazione in modo tracciabile e sapere cosa serve davvero toglie alla compagnia questa scusa.

A cura di

Equipe Legale Gruppo Fast Risarcimenti. Oltre 25 anni di esperienza nel risarcimento danni, piu di 50 milioni di euro recuperati per i nostri assistiti. Le informazioni si basano su sentenze della Corte di Cassazione, decreti ministeriali e normativa vigente.

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